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Addio a Dario Baracco il pioniere degli spirits che fondò Compagnia dei Caraibi

Pioniere degli spirits premium in Italia, Dario “Tigre” Baracco ha intrecciato tradizione vitivinicola, ricerca personale e una visione etica dell'impresa.

Il settore italiano degli spirits e del beverage perde una delle figure che hanno contribuito alla sua evoluzione. Dario “Tigre” Baracco, fondatore di Compagnia dei Caraibi, è scomparso il 27 ottobre. Imprenditore, scrittore e viaggiatore, ha legato il proprio nome all’importazione di distillati premium e allo sviluppo della cultura della miscelazione in Italia, portando avanti un’idea di impresa nella quale ricerca personale, sostenibilità e valorizzazione delle tradizioni hanno avuto un ruolo centrale.

A comunicare la scomparsa, il 28 ottobre, è stata Compagnia dei Caraibi, oggi guidata dal figlio Edelberto “Iguana” Baracco, CEO della società. Il percorso del fondatore, dalle origini vitivinicole piemontesi fino ai mercati internazionali, ha accompagnato la trasformazione del settore, intrecciando attività commerciale e promozione della cultura del bere.

Dalla tradizione del vino al mercato degli spirits premium

Una tappa decisiva della storia imprenditoriale di Baracco risale al 1993, quando un viaggio a Cuba gli permette di conoscere le produzioni locali di distillati. L’esperienza apre una nuova fase della sua attività: nel 1995 fonda la Compagnia de Bebidas e Licores e avvia l’importazione in Italia di rum storici come Legendario, contribuendo alla diffusione degli spirits premium internazionali e di ricerca.

Nel 2001, a Vidracco, l’attività assume la denominazione di Compagnia dei Caraibi. Alla distribuzione si affianca progressivamente un lavoro di sviluppo dei marchi e di promozione della cultura del bere, secondo un modello imprenditoriale che Baracco aveva costruito attorno alla qualità dei prodotti e al loro valore culturale.

In questo percorso rientra anche il recupero di alcune ricette storiche della tradizione liquoristica italiana. Vermouth Riserva Carlo Alberto, Amaro Mandragola, Salvia&Limone e Bitter Rouge! sono tra i prodotti di cui ha seguito il rilancio, con particolare attenzione alle lavorazioni artigianali e alla tradizione alchimistica del territorio.

Una concezione del commercio che lo stesso Baracco aveva sintetizzato in una riflessione:

«Siamo mercanti di merci e di idee, vogliamo essere portatori di civiltà, di bellezza, di arte. Vogliamo, abbiamo il potere di indirizzare, attraverso prodotti di grande qualità, le genti verso un bere evoluto, quello che dona saggezza, profondità, intensità meditativa, sorrisi limpidi, giuste parole e comportamenti».

Le radici di questa visione affondano nella storia della sua famiglia. Quinto erede di una dinastia di produttori e mercanti di vino del Roero, Dario Baracco cresce in un ambiente nel quale la produzione vitivinicola e il commercio sono presenti da generazioni. La tradizione familiare, avviata all’inizio del Novecento, risale al trisavolo Tumalin Bartolomé Baracco de Baracho, attivo a Castellinaldo, e prosegue successivamente a Torino, dove nasce la storica ricetta del Vermouth Riserva Carlo Alberto.

Il legame con quei luoghi emerge anche nei suoi ricordi d’infanzia:

«Ho respirato mosto, profumi di vino, cantine e botti centenarie fin dalla nascita. Il mio incanto è stato sedermi sul muretto della piazza alta del paese a guardare per ore il panorama di azzurrissimi cieli, colline fiorite, vigne, frutteti, ruscelli che traspiravano poesia, serenità e infinito».

Prima dell’impegno imprenditoriale, il suo percorso comprende anche alcune esperienze giornalistiche, con collaborazioni alla Gazzetta d’Alba e a Condé Nast.

La ricerca personale e una diversa concezione dell’impresa

Accanto all’attività commerciale, un elemento importante nella vita di Baracco è rappresentato dalla ricerca spirituale. Un viaggio in India segna profondamente il suo modo di interpretare il lavoro e il rapporto tra individuo e società. A questa esperienza si lega anche quella della Comunità di Damanhur, situata a poca distanza dalla sede di Compagnia dei Caraibi, nella quale dimensione personale e professionale si intrecciano.

Nella sua visione, la povertà costituisce una limitazione della libertà, mentre l’impresa può diventare uno strumento per produrre valore, benessere e consapevolezza collettiva. Sono temi presenti anche nei suoi scritti, tra cui il libro L’orizzonte siamo noi, e che trovano una prima espressione imprenditoriale già nel 1974, con la fondazione della Compagnia della buona terra, dedicata alla sostenibilità e all’alimentazione naturale.

Questa impostazione ha continuato a caratterizzare lo sviluppo di Compagnia dei Caraibi, diventata nel tempo una Società Benefit certificata B Corp®. L’azienda, oggi guidata da Edelberto “Iguana” Baracco, prosegue il proprio percorso mantenendo il legame con la visione etica e imprenditoriale del fondatore.

Nel ricordare il padre, Edelberto Baracco ha sottolineato soprattutto l’importanza della sua eredità umana.

«Pensando a Tigre, la parola che mi viene in mente è eredità: un tesoro che ha lasciato a chiunque lo abbia conosciuto, attraverso il suo sorriso, la sua bontà e quel tocco speciale con cui sapeva lasciare un seme, spesso anche senza che ce ne rendessimo conto», commenta Edelberto Iguana Baracco.

«Come figlio, e forse anche come allievo, sento che la sua eredità sta nel contribuire a portare avanti la sua visione del mondo: la speranza come capacità di guardare oltre, la conoscenza come strumento per leggere la realtà con uno sguardo laterale, curioso e sempre gioioso. In un tempo attraversato dall’angoscia, credo che ci inviterebbe a non fermarci, a passare all’azione, a muovere le mani per dare forma alle idee e costruire, insieme, il futuro».

Il rapporto tra consapevolezza e significato dell’esistenza ricorre anche nelle riflessioni personali di Dario Baracco. Tra quelle riportate dalla società nel ricordo del fondatore compare una frase firmata Tigre Ciliegio:

«Gli uomini moderni parlano di allungare la vita, come se la vita fosse un elastico. Ma vivere più a lungo non significa vivere di più. L’unico modo per estendere davvero la nostra esistenza è espandere la consapevolezza: capire, sentire, percepire con più profondità. Un minuto di piena coscienza vale più di un secolo di distrazione.»

Alla famiglia Baracco è arrivata la vicinanza di tutto il team di Compagnia dei Caraibi, che ha ricordato la figura del fondatore e l’eredità etica e imprenditoriale destinata a continuare a orientare il futuro della società.

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