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Negroni Week 2026, sette interpretazioni d’autore in Italia

Negroni Week 2026 è in corso fino al 27 settembre: sette interpretazioni del Negroni tra Roma, Milano, Poltu Quatu, Courmayeur e Positano.

Dal velluto di Braulio Riserva al caffè e menta, passando per ricotta e visciole, brown butter, cacao, agrumi, mezcal e cannella. La Negroni Week 2026, in corso dal 21 al 27 settembre, diventa per sette locali italiani l’occasione per intervenire sulla struttura di uno dei cocktail più conosciuti al mondo attraverso interpretazioni differenti.

Le proposte coinvolgono Roma, Milano, Poltu Quatu, Courmayeur e Positano. Nella Capitale si concentrano Paparazzo Bar & Rooftop, Tribuna Campitelli, Terrazza Les Étoiles, Settimo Panoramic Flavour of Rome e Anavà, mentre Il Marchese porta la propria interpretazione anche a Milano, Poltu Quatu e Courmayeur. In Costiera Amalfitana è invece Ohimà a legare il Negroni all’arrivo dell’autunno.

Ohimà – Positano

Il cambio di stagione è il punto di partenza scelto dal bartender Luciano Cimmino per il BITTERWOOD NEGRONI di Ohimà, locale di Positano orientato a un’esperienza culinaria autentica e lontana dalla ristorazione di massa.

Mentre il cuore della Costiera Amalfitana lentamente si svuota, la ricetta accompagna l’arrivo dell’autunno sostituendo il gin con Vecchia Romagna Riserva 3 Botti. Il distillato introduce note di legno e frutta secca e conferisce maggiore profondità al sorso. Il Campari conserva invece la componente amaricante, mentre il Vermouth di Torino macerato alla cannella aggiunge una speziatura asciutta e avvolgente.

La preparazione viene completata con una scorza d’arancia espressa a filo bicchiere, i cui oli essenziali portano una nota agrumata immediata. Caldo, speziato e persistente, il Bitter Wood Negroni è pensato per le prime sere d’autunno, quando le giornate si accorciano e l’aperitivo si prolunga naturalmente verso il dopocena.

Anavà – Roma

A Roma, il team beverage di The Ner Collection guidato dal Bar Manager Alessio Di Stefano e dall’Head Bartender Massimo Romano firma per Anavà il NEGRONI AL CAFFÈ E MENTA.

La proposta segue l’impostazione della drink list del cocktail bar, costruita sulla rilettura contemporanea dei grandi classici attraverso ingredienti di prima qualità, tecniche moderne e preparazioni home made.

Il gin resta l’ancora botanica della ricetta. Il Campari viene invece infuso a bassa temperatura con caffè al 20% del suo peso, così da estrarne gli aromi torrefatti senza sviluppare note bruciate o astringenti. Al vermouth rosso subentra il Branca Menta, che porta nel drink l’amaro erbaceo tipico dei fernet insieme a una marcata freschezza mentolata.

Al naso emergono caffè e menta. Il sorso parte amaro e tostato, trova poi il sostegno del profilo botanico del gin e si chiude sulla componente fresca ed erbacea del Branca. La menta si sviluppa progressivamente, lasciando una scia fresca e balsamica. A lato viene servito un cioccolatino alla menta che lega il cacao alle note di tostatura e prolunga la persistenza balsamica del drink.

Settimo Panoramic Flavour of Rome – Roma

Al settimo piano del Sofitel Rome Villa Borghese, Settimo Panoramic Flavour of Rome lega la propria interpretazione alla joie de vivre francese. Il rooftop Restaurant & Lounge Bar, affacciato dalla terrazza immersa nel verde di Villa Borghese sulla cupola di San Pietro, affida al bartender Jeffrey Cannu il PAIN AU CHOCOLAT NEGRONI.

Citadelle Gin infuso al brown butter, Vermouth Rosso Carpano Antica Formula, Campari, chocolate bitters e vanilla bitters compongono la ricetta. La componente amara e decisa del Negroni viene così accompagnata dalle note più morbide di burro, cacao e vaniglia.

È soprattutto l’infusione del brown butter nel gin, insieme al cacao, a richiamare le sfumature tostate del celebre dolce francese, senza eliminare profondità, freschezza botanica e profilo amaricante propri del Negroni. Il drink si configura così come un tributo al French Zest, costruito sul rapporto tra golosità e rigore.

Terrazza Les Étoiles, Hotel Atlante Star – Roma

Non soltanto durante la Negroni Week: al cocktail bar di Terrazza Les Étoiles, al settimo piano dell’Hotel Atlante Star e affacciato sulla cupola di San Pietro, il grande classico italiano viene proposto tutto l’anno attraverso la sezione The Bottled Negroni.

Il bar consultant Riccardo Marinelli e il bar manager Valerio Visentin hanno sviluppato una trilogia basata su tre registri aromatici differenti, pensata per esprimere la vocazione internazionale e lo spirito romano contemporaneo del locale.

L’HOUSE NEGRONI combina Gin del Professore Monsieur, Campari, Vermouth del Professore Rosso, Rabarbaro Nardini e vapore di sottobosco, dando vita a un profilo profondo e avvolgente.

Con il MEDITERRANEAN NEGRONI il registro cambia: Bickens Gin, Vermouth Classico, acqua di cedro e un cordiale agli agrumi costruiscono un sorso fresco e luminoso.

Lo SMOKEY NEGRONI porta invece la trilogia su note più scure, speziate e contemporanee. È un twist affumicato preparato con Mezcal Montelobos Joven, special vermouth mix coffee&vanilla e vapore al cardamomo nero.

Tribuna Campitelli – Roma

Anche a Tribuna Campitelli la presenza del Negroni va oltre la settimana internazionale dedicata al cocktail. Nel salotto giovane e contemporaneo della ristorazione romana, nel rione Campitelli, la Negroni Selection fa parte stabilmente della drink list.

Alla proposta classica si affianca il NEGRONI AL CAFFÈ, composto da gin, vermouth rosso e bitter con l’aggiunta di una nota tostata e avvolgente. Il NEGRONI ROSÈ punta invece su una declinazione più chiara e delicata dell’iconico bitter italiano.

La NEGRONI SESSION riunisce tre assaggi in altrettanti bicchieri per esplorare diverse combinazioni di amaro, dolce e aromatico ed è pensata per gli appassionati del bere miscelato. La selezione comprende infine il NEGRONI 0.0, alternativa analcolica destinata a mantenere l’esperienza del rito senza alcol.

Paparazzo Bar & Rooftop – Roma

Paparazzo Bar & Rooftop, al settimo piano de Le Méridien Visconti Rome, guarda invece alla Roma degli anni ’60. Il cocktail bar di via Federico Cesi 37 riprende l’atmosfera eclettica di quel periodo negli interni e nella proposta di mixology curata dal bar manager Edoardo Arcesi.

Per la Negroni Week il riferimento sono le Olimpiadi di Roma del 1960, quando la città si accese di una nuova energia tra sport, stile e modernità.

Il SUMMER OLYMPICS ROME 1960 unisce Martini Riserva Speciale Bitter, Martini Rosso e Bombay Sapphire a note di ricotta e visciole. Alla struttura intensa e decisa del drink si affiancano così la morbidezza della ricotta e la componente fresca e fruttata delle visciole.

L’interpretazione, contemporanea, equilibrata e giocosa, richiama l’energia e l’eleganza di quella Roma. Morbido e piacevolmente fruttato, il cocktail è pensato anche per il dopocena.

Il Marchese – Roma, Milano, Poltu Quatu, Courmayeur

Il Marchese è presente a Roma, Milano, Poltu Quatu e Courmayeur ed è nato dalla visione imprenditoriale di Davide Solari e Lorenzo Renzi come luogo dedicato all’accoglienza autentica e allo stare bene in stile italiano. Una delle due anime del progetto è rappresentata dal cocktail e amaro bar.

In occasione della Negroni Week, il Bar Manager gruppo Fabrizio Valeriani propone il NEGRONI N.1. London Dry Gin, vermouth rosso e Bitter Campari mantengono la struttura classica del cocktail, mentre sulla parte finale interviene una morbida spuma a velluto montata con sucro a base di Braulio Riserva.

Il Braulio Riserva viene invecchiato per oltre 34 mesi in botti di rovere. Il lungo riposo consente una micro-ossigenazione costante e graduale che rende il profilo amaricante rotondo, profondo e meno spigoloso.

Il primo impatto è affidato alla consistenza setosa e alle erbe alpine del velluto di Braulio, accompagnate da una nota amaricante immediata ma raffinata. Successivamente emerge la struttura limpida e decisa del Negroni sottostante, riportando il drink verso un equilibrio di temperature, densità e contrasti.

Da Firenze alla Negroni Week

Alla base di tutte queste riletture resta una ricetta nata a Firenze negli anni ’20. Secondo la storia del cocktail, il conte Camillo Negroni chiese al bartender Fosco Scarselli di “irrobustire” il suo abituale Americano sostituendo la soda con il gin, che aveva scoperto durante i suoi viaggi a Londra.

La formula che si è poi affermata è composta da gin, bitter e vermouth rosso in rapporto 1:1:1. Proprio la semplicità della struttura e l’equilibrio tra secco, dolce e amaro hanno permesso al drink di essere reinterpretato senza perdere il proprio carattere.

Negli anni il Negroni è diventato un fenomeno globale ed è stato più volte incoronato cocktail più venduto al mondo, superando classici come Margarita e Old Fashioned.

Resta anche fortemente legato alla tradizione italiana dell’aperitivo. Il termine deriva dal latino aperire, “aprire”, e richiama l’idea di risvegliare lo stomaco e prepararlo alla tavola. A differenza di miscele più dolci o dissetanti, il Negroni mantiene in primo piano la componente amaricante: le note decise di bitter e vermouth, insieme agli aromi agrumati, attivano i succhi gastrici risvegliando spontaneamente l’appetito.

È su questa struttura che, durante la Negroni Week 2026, i locali coinvolti intervengono attraverso ingredienti e tecniche differenti: dai rooftop e dalle strade storiche di Roma alla Costiera Amalfitana, passando per Milano, le acque della Sardegna e Courmayeur, ai piedi del Monte Bianco.

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