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Spirits e cocktail bar: le novità dal mercato globale

Che cosa cambia per l’industria degli alcolici dopo le elezioni mid-term USA e i nuovi trend dell'aperitivo; boom di cocktail bar italiani nella Pinnacle Guide.

Le elezioni di medio termine negli Stati Uniti, concluse con una schiacciante affermazione dei Democratici, alimentano nuove speranze per il comparto degli alcolici, anche se superare le conseguenze delle politiche di Trump richiederà tempo. Moderazione, convivialità e ricerca della convenienza guidano intanto i consumi di alcol nel 2026, secondo una nuova ricerca. Cresce inoltre la presenza italiana nella Pinnacle Guide, che accoglie sette cocktail bar del nostro Paese. Ecco le principali notizie internazionali dedicate al mondo dei drink e degli spirits.

La vittoria dei Democratici può rilanciare il mercato degli alcolici negli Usa?

Il successo elettorale dei Democratici nelle elezioni di medio termine americane potrebbe segnare un cambiamento di scenario per il settore delle bevande alcoliche, penalizzato negli ultimi anni dalla contrazione dei consumi, dalle controversie sui dazi e da un quadro regolatorio instabile. Come evidenzia The Drinks Business, la reazione dei mercati finanziari è stata favorevole: all’indomani delle elezioni, le azioni di importanti operatori come Constellation Brands, Brown-Forman, Boston Beer e Molson Coors hanno messo a segno rialzi significativi. A sostenere la fiducia degli investitori è soprattutto la prospettiva di un allentamento delle misure adottate dall’amministrazione Trump, sia sul fronte commerciale sia su quello dell’immigrazione. Quest’ultimo aspetto interessa particolarmente Constellation Brands, che ricava una parte consistente dei propri ricavi dai consumatori ispanici: il clima di preoccupazione generato dalle deportazioni avrebbe infatti inciso negativamente sulla propensione al consumo di questa fascia di clientela.

Per gli scambi internazionali, le aspettative si concentrano sulla possibilità che il nuovo Congresso favorisca una distensione delle relazioni con mercati fondamentali come quello canadese, compromesse dalla disputa tariffaria iniziata nel 2025. Un eventuale miglioramento potrebbe offrire nuove opportunità ai produttori americani di vino e spirits, che hanno risentito pesantemente della riduzione delle esportazioni. Segnali di fiducia emergono anche dal comparto delle birre artigianali. La Brewers Association considera il nuovo assetto politico un’occasione per intervenire sui dazi applicati alle materie prime, alleggerire gli obblighi fiscali e rivedere alcune disposizioni federali che incidono sulle spese di gestione dei piccoli birrifici. Un recupero completo, tuttavia, non sarà immediato: secondo diversi rappresentanti dell’industria, le ripercussioni delle tensioni commerciali potrebbero continuare a farsi sentire per diversi anni.

Consumi di alcol nel 2026: crescono moderazione, convivialità e attenzione al valore

Bere meno, scegliere con maggiore attenzione e privilegiare le occasioni di condivisione: sono questi alcuni dei comportamenti che stanno ridefinendo il mercato delle bevande alcoliche. A individuarli è una ricerca condotta da Ipsos e IWSR per AB InBev, ripresa da Beverage Daily, che identifica nella moderazione, nella socialità e nella convenienza i principali fattori di evoluzione dei consumi. Più che rinunciare completamente all’alcol, i consumatori sembrano orientarsi verso un approccio maggiormente selettivo, riservando il consumo a momenti particolari e preferendo referenze capaci di giustificare il prezzo attraverso la qualità percepita. Si consolida così la tendenza a un consumo più misurato, accompagnata da una crescente attenzione alle alternative low e no alcohol.

La dimensione sociale conserva un ruolo centrale nelle decisioni di acquisto. Uscite con gli amici, appuntamenti ed eventi continuano a rappresentare occasioni importanti per il consumo di alcolici, sempre più associato alla ricerca di esperienze coinvolgenti e significative. Allo stesso tempo, l’incertezza economica non cancella la disponibilità a scegliere prodotti di fascia premium, a condizione che il prezzo sia considerato adeguato alla qualità offerta. Innovazione, nuovi gusti e facilità di consumo acquistano ulteriore rilevanza, contribuendo in particolare allo sviluppo dei ready-to-drink. Un altro elemento messo in evidenza dalla ricerca riguarda la solidità dei brand affermati: notorietà e rapporto di fiducia con il pubblico continuano a rappresentare punti di forza, soprattutto in una fase in cui gli acquirenti mostrano una maggiore propensione a orientarsi verso prodotti familiari e affidabili.

Pinnacle Guide, sette nuovi riconoscimenti per i cocktail bar italiani

L’Italia conquista un posto di primo piano nella nuova selezione di The Pinnacle Guide, la guida internazionale che valuta l’eccellenza dell’ospitalità nel mondo dei cocktail bar. Sono 29 i locali entrati quest’anno nella pubblicazione, distribuiti in 11 Paesi, e sette si trovano sul territorio italiano. Cinque delle nuove insegne hanno ricevuto due “Pin”, riconoscimento attribuito alle strutture considerate “outstanding”, ossia di qualità eccezionale. Nell’elenco figurano Drink Kong a Roma, Loma a Providence negli Stati Uniti, McRae Bar a Sydney, Nobu a Dubai e Semiprevious a Denver. Il livello più alto della classificazione, rappresentato dai tre Pin, rimane invece appannaggio di un numero estremamente ristretto di cocktail bar.

Secondo quanto riferisce The Spirits Business, Italia e Stati Uniti guidano questa tornata di nuovi ingressi, con sette locali riconosciuti per ciascun Paese, davanti al Regno Unito, che ne conta cinque. Per l’Italia, accanto ai due Pin assegnati al Drink Kong, ottengono un Pin Bar Visconti al Castello di Casole, a Casole d’Elsa in provincia di Siena, Barrier a Bergamo, Gaia Bar a Sala Comacina in provincia di Como, Locale Firenze, Matilde Cocktails Emporium a Cagliari e The Bar at Aman Venice a Venezia. Hannah Sharman-Cox, Siobhan Payne e Dan Dove, fondatori di The Pinnacle Guide, hanno ribadito che a determinare l’eccellenza di un locale sono soprattutto la qualità dell’accoglienza riservata alla clientela, le competenze del personale e la capacità di mantenere standard professionali elevati nel tempo. La nuova selezione testimonia inoltre, secondo i fondatori, il miglioramento dell’offerta di ospitalità anche in destinazioni che storicamente hanno ricevuto minore attenzione sulla scena internazionale.

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