HomeCocktailSidecar: storia, ricetta e cultura di un grande classico della miscelazione

Sidecar: storia, ricetta e cultura di un grande classico della miscelazione

Classicissimo della miscelazione pre-proibizionista, il Sidecar è un cocktail sour elegante e senza tempo a base di cognac, triple sec e limone.

Cognac, triple sec e succo di limone fresco: tre ingredienti, un equilibrio difficile da discutere. Il Sidecar è uno dei cocktail sour più rappresentativi della miscelazione pre-proibizionista, ancora presente nel 2026 fra i 50 più ordinati nei migliori bar del mondo secondo la classifica annuale di Drinks International

Costruito sull’equilibrio tra cognac, triple sec e succo di limone fresco, il Sidecar è un cocktail sour che ha attraversato oltre un secolo di miscelazione internazionale senza perdere rilevanza. Un risultato che pochi classici possono vantare, e che la classifica annuale di Drinks International continua a certificare: nel 2026 il Sidecar figura ancora tra i 50 cocktail più venduti nei migliori bar del mondo.

Ripercorriamo la storia, le origini, la ricetta e le curiosità di questo intramontabile drink, probabilmente l’unico che prende il nome da un sidecar motociclistico.

La storia e il nome

Le origini del Sidecar si collocano tra la fine della Prima guerra mondiale e l’inizio degli anni Venti del Novecento, ma come per molti cocktail pre-proibizionisti la documentazione è lacunosa e le attribuzioni restano contese. Il riferimento bibliografico più citato è David A. Embury, avvocato e studioso della miscelazione, che nel suo “Fine art of mixing drinks” del 1948 — uno dei testi fondamentali della storia della mixology — scrisse che il drink fu inventato da un suo amico in un bar di Parigi durante la Prima guerra mondiale, e che prese il nome dal sidecar motociclistico con cui un capitano americano di stanza in Francia era solito raggiungere il locale.

Il nome di Harry MacElhone ricorre spesso come possibile autore della ricetta, e il suo Harry’s New York Bar di Parigi come possibile luogo di nascita. I tempi, però, non tornano: MacElhone aprì l’Harry’s New York Bar a Parigi solo nel 1923, dopo avere rilevato il Manhattan Bar, mentre durante la Grande guerra lavorava a Londra. Lo stesso MacElhone, del resto, nel suo “ABC of mixing cocktails” dei primi anni Venti attribuiva la paternità del Sidecar a Pat MacGarry del Buck’s Club di Londra, noto anche per avere inventato il Buck’s Fizz. La popolarità che il cocktail acquisì negli anni successivi proprio all’Harry’s New York Bar ha probabilmente alimentato la convinzione, storicamente infondata, che la ricetta fosse opera di MacElhone.

Una motocarrozzetta… fra Parigi e New Orleans

Le ipotesi sull’origine del Sidecar non si esauriscono qui. Una seconda versione indica Frank Meier, barman dell’Hotel Ritz di Parigi, come l’ideatore del drink, identificando nell’hotel il locale frequentato dal capitano americano con il suo sidecar. C’è poi chi sostiene che il Sidecar sia una derivazione semplificata del Brandy Crusta — cognac o brandy, maraschino, curacao, limone, zucchero e bitter — creato attorno alla metà dell’Ottocento a New Orleans dal bartender triestino Joseph Santini; ipotesi suggestiva, ma priva di testimonianze documentate.

Una lettura più recente e originale è quella del bartender Dale DeGroff, secondo cui il nome del cocktail non farebbe riferimento alla motocarrozzetta di un cliente, bensì al residuo di miscela rimasto nello shaker dopo la filtrazione: questo “avanzo” veniva servito in un bicchierino separato che accompagnava il bicchiere principale, chiamato appunto sidecar.

A partire dagli anni Venti del Novecento il Sidecar comparve in tutti i principali ricettari internazionali, con varianti negli ingredienti e nelle proporzioni. Nel “World drinks and how to prepare them” di William “Cocktail” Boothby, edizione 1930, ne vengono riportate ben cinque versioni diverse. Nel 1961 l’IBA inserì il cocktail nella prima edizione della sua codifica ufficiale. La popolarità dei drink classici calò però negli anni successivi, tanto che nel 2004 l’IBA lo rimosse dalla propria lista, per reinserirlo nel 2011 nella categoria Unforgettables, sulla scia della generale riscoperta dei cocktail storici.

La ricetta IBA del Sidecar

Tecnica: Shake and Strain Bicchiere: coppetta a cocktail Ingredienti: 50 ml cognac | 20 ml triple sec | 20 ml succo di limone fresco

Il Sidecar al cinema e nella letteratura

La fama del Sidecar era già consolidata negli anni Trenta, quando Graham Greene lo citò nel romanzo “Brighton Rock” del 1938: uno dei personaggi lo prepara e lo serve con la naturalezza di un classico già affermato.

A riportarlo sotto i riflettori in epoca moderna fu “Il falò delle vanità”, il film di Brian De Palma del 1990 tratto dal romanzo di Tom Wolfe, con Melanie Griffith, Bruce Willis e Tom Hanks. In entrambe le versioni della storia — romanzo e film — il Sidecar è il drink prediletto del potente Arthur Ruskin.

Il cocktail aveva però già fatto la sua comparsa sul grande schermo negli anni Sessanta: appare ne “La grande fuga” del 1963 e, due anni dopo, in “Quello strano sentimento”, dove viene proposto nella variante Big Apple Sidecar, preparata con Calvados Apple Brandy.

Leggi la notizia anche su Horecanews.it

ARTICOLI CORRELATI

Most Popular

Recent Comments