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Three Dots and a Dash: storia e ricetta del cocktail Tiki di Don the Beachcomber

Il Three Dots and a Dash è un leggendario cocktail Tiki creato da Don the Beachcomber durante la Seconda Guerra Mondiale. Ricetta IBA, storia e varianti del drink.

L’ultima revisione della lista IBA (International Bartenders Association), avvenuta all’inizio del 2024, ha introdotto numerosi cocktail Tiki tra le ricette ufficiali, testimoniando il rinnovato interesse per questa corrente della mixology d’ispirazione caraibica nata negli Stati Uniti negli anni ’30. Tra questi spicca il Three Dots and a Dash, creazione storica caratterizzata da un profilo aromatico complesso e da un’importante gradazione alcolica, ottenuta combinando due varietà di rum, Falernum, Allspice Saint Elizabeth di origine giamaicana, succhi di agrumi e miele.

L’origine storica e il significato del nome

Il Three Dots and a Dash porta la firma di Don the Beachcomber (Donn Beach), figura leggendaria riconosciuta come padre fondatore dello stile Tiki, che lo concepì durante il secondo conflitto mondiale. Il drink richiama direttamente quel periodo storico attraverso il suo nome: nell’alfabeto Morse, tre punti seguiti da un trattino rappresentano la lettera “V”, simbolo universale di vittoria reso celebre dal gesto delle dita di Winston Churchill.

La biografia di Donn Beach si intreccia con la storia del cocktail: dal 1942 al 1945 servì nell’Aeronautica militare americana con il grado di tenente colonnello. Dopo essere rimasto ferito in battaglia, si dedicò all’organizzazione di strutture ricreative per le truppe di stanza sul continente europeo.

Il simbolismo del nome trova espressione concreta nel garnish: tre ciliegie incarnano i punti del codice Morse, mentre un bastoncino di ananas dalla forma allungata rappresenta il trattino.

Il recupero di una ricetta dimenticata

Diversamente dallo Zombie, il cocktail più iconico firmato Donn Beach e pietra miliare del repertorio Tiki, il Three Dots and a Dash scivolò gradualmente nell’oblio nei decenni seguenti. Il declino della “Tiki mania” statunitense, iniziato nella seconda metà degli anni Sessanta, ne determinò una progressiva scomparsa dai menu dei bar.

La svolta avvenne nel 2007 quando Jeff “Beachbum” Berry, massimo storico ed esperto mondiale di mixology Tiki, pubblicò la formula originale nel volume “Sippin’ Safari”, innescando una rivalutazione del drink.

Il definitivo rilancio si compì nel 2013, quando il bartender Paul McGee inaugurò a Chicago, nel distretto di River North, un locale battezzato Three Dots and a Dash. Il bar acquisì rapidamente fama internazionale, conquistando nel 2014 la tredicesima posizione nella prestigiosa classifica dei World’s 50 Best Bars, affermandosi come riferimento globale per gli appassionati di Tiki.

Ricetta IBA del Three Dots and a Dash

Fedele alla filosofia compositiva di Donn Beach, questo cocktail presenta un equilibrio articolato tra componenti acide e dolci, abbinato all’impiego di distillati diversificati. Si tratta di un sour agrumato e speziato dalla consistenza cremosa e dall’elevato contenuto alcolico.

Tecnica: Blend
Bicchiere: calice

Ingredienti:

  • 45 ml rum agricolo della Martinica
  • 15 ml rum blended invecchiato
  • 7,5 ml Falernum
  • 7,5 ml Allspice Saint Elizabeth
  • 15 ml succo di lime fresco
  • 15 ml succo di arancia fresco
  • 15 ml sciroppo di miele
  • 2 dash Angostura

Garnish: 3 ciliegine e pezzetto di ananas infilzati su uno spiedino.

Preparazione: inserire tutti gli ingredienti all’interno di un frullatore con 350 g di ghiaccio e mescolare brevemente.

Interpretazioni e personalizzazioni

Accanto alla formula codificata, l’IBA propone diversi suggerimenti per sviluppare versioni alternative del cocktail. Tra le modifiche più stimolanti figura la sostituzione del succo d’arancia con spremute di agrumi tropicali quali calamansi o kumquat. Sul fronte dei distillati, si può sperimentare con rum provenienti da Madeira o Capo Verde come il Vulcao Grogue, oppure optare per una Cachaça di qualità.

Per quanto riguarda gli altri componenti, è possibile rimpiazzare l’Angostura Bitter con un bitter al cacao, mentre il Falernum può cedere il posto a uno sciroppo di sandalo (Sandalwood syrup).

Curiosità cinematografiche

Nonostante la sua rilevanza storica, il Three Dots and a Dash non ha ancora trovato spazio significativo nella letteratura o nella filmografia di rilievo, probabilmente a causa della scarsa notorietà mantenuta fino a tempi recenti.

Esiste tuttavia un film britannico del 2017 che condivide lo stesso titolo, diretto dall’anglo-indiano Kiran Valipa Venkat. Si tratta di una crime comedy che narra le disavventure di quattro immigrati londinesi che, rimasti disoccupati durante la crisi economica, entrano a far parte di un’organizzazione criminale, riuscendo comunque a trovare una forma di riscatto personale nel finale.

Il lungometraggio, che non ha brillato particolarmente nei risultati commerciali, non trae ispirazione dal cocktail: la scelta del titolo sembra piuttosto richiamare il medesimo codice Morse che ispirò Donn Beach, metafora del travagliato cammino dei personaggi verso una vittoria di natura etica.

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