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Global mixology: salta la fusione Brown-Forman–Pernod Ricard, Negroni leader mondiale e trend blouge

Salta la fusione Brown-Forman–Pernod Ricard, Negroni primo al mondo e blouge tra i nuovi trend dell’aperitivo globale

Non andrà in porto la fusione tra i gruppi dei distillati Brown-Forman e Pernod Ricard. La stessa Brown-Forman ha comunicato di aver interrotto il confronto con il gruppo francese, poiché non è stato possibile arrivare a condizioni reciprocamente accettabili, come riportato da Food Dive.

L’operazione, annunciata a marzo, avrebbe portato alla creazione di un leader globale degli spirits, riunendo marchi come Jack Daniel’s, Woodford Reserve e Herradura con brand quali Absolut, Malibu, Jameson e Beefeater.

Nel comunicato ufficiale, Brown-Forman ribadisce l’obiettivo di continuare a generare valore attraverso l’espansione nei mercati internazionali, il rafforzamento dei marchi e una maggiore efficienza operativa. Il quadro di mercato resta però complesso: il consumo di distillati è in calo, con una parte dei consumatori che si orienta verso altre categorie o riduce gli acquisti di alcolici.

La mancata fusione riporta inoltre l’attenzione sulle indiscrezioni relative a un possibile interesse di Sazerac per un’operazione simile, questa volta interna al mercato statunitense, coinvolgendo la stessa Brown-Forman. Al momento non sono arrivati commenti ufficiali.

Cocktail: il Negroni si conferma il più venduto al mondo

Il Negroni si mantiene al vertice della classifica globale dei cocktail più venduti nei migliori bar del mondo, confermandosi al primo posto per il quinto anno consecutivo. A evidenziarlo è il Cocktail Report annuale di Drinks International, basato su un sondaggio condotto tra locali premiati o candidati a livello internazionale.

Alle spalle del Negroni si colloca il Margarita, in crescita di una posizione, seguito dall’Old Fashioned che scende al terzo posto. In quarta posizione sale il Dry Martini, mentre Espresso Martini e Daiquiri perdono entrambe una posizione.

Dal settimo al decimo posto si trovano l’Aperol Spritz, in lieve crescita, il Paloma, il Whiskey Sour in calo e il Manhattan stabile.

Nella seconda parte della classifica emergono diversi movimenti: il Bamboo rientra al 17° posto, mentre Clover Club e Mai Tai registrano una forte risalita, rispettivamente al 22° e 24°. Il Pornstar Martini perde 15 posizioni scendendo al 26°, mentre il Gin Basil Smash recupera terreno arrivando al 27°.

Rientrano in classifica anche il Vesper (30°) e, dopo cinque anni, il Brandy Crusta (38°). Tra le novità figurano il Negroni Sbagliato (36°) e lo Scotch Sour (37°), insieme a due cocktail italiani, Milano Torino (39°) e Garibaldi (41°). Da segnalare anche il ritorno del Bellini al 47° posto.

Chiude la graduatoria il Naked & Famous, protagonista del calo più significativo con 23 posizioni perse, fino alla 50ª posizione.

Blouge: tra i nuovi trend dell’aperitivo

Tra le tendenze emergenti nel panorama internazionale dell’aperitivo si segnala il cosiddetto “blouge”, vino francese ottenuto dalla fermentazione congiunta di uve bianche e rosse. Il termine deriva dalla fusione delle parole blanc e rouge e viene distinto dal rosé.

Secondo quanto riportato dal Guardian, questa tipologia sta guadagnando attenzione a livello globale. La sua origine recente viene fatta risalire al 2023, quando il vignaiolo Konrad Pixner, altoatesino attivo in Linguadoca, ha iniziato a proporre questo stile.

Va comunque sottolineato che la pratica di utilizzare insieme uve bianche e rosse non rappresenta una novità assoluta: è infatti una tecnica già impiegata nella produzione di alcuni vini rosati. Come ricorda Daniele Dzieduszycki della Fattoria di Sammontana, in Toscana esiste da tempo l’abitudine di unire trebbiano e sangiovese per ottenere maggiore freschezza.

Il blouge si presenta generalmente come un vino leggero, fresco e aromatico, con una gradazione contenuta intorno ai 10–11%, caratteristiche che lo rendono adatto al consumo freddo durante l’aperitivo. Piace soprattutto ai trentenni ed è già presente nei wine bar di città come Londra, Parigi e negli Stati Uniti, dove si diffonde un approccio più informale e orientato alla sperimentazione.

Tra i produttori citati figurano Lucas Madonia, Aubert et Mathieu e Las Jaras, mentre alcune realtà, come Bobo Wines, propongono anche formati alternativi come il bag-in-box, confezione in cartone con sacca interna ermetica e sistema di erogazione.

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