Ogni anno Ginarte affida la propria bottiglia a una nuova interpretazione artistica. La nuova Sir Edward Edition, presentata lunedì 25 maggio al Ceresio 7 di Milano, nasce con l’obiettivo di raccontare un dialogo tra arte classica, simbolismo e linguaggi contemporanei attraverso il design del packaging.
Ad aprire l’evento è stato Francesco Bargellini, marketing manager del brand, che ha introdotto il progetto con un approccio informale e ironico. «Non fatemi cadere in piscina! Resto qui a parlare… Ginarte è un gin toscano ispirato al mondo dell’arte a 360 gradi», ha spiegato agli ospiti riuniti a bordo piscina. «Negli anni abbiamo collaborato con diversi linguaggi espressivi contemporanei. Questa volta volevamo incontrare il mondo del tatuaggio».
Da questa idea prende forma la collaborazione con Edoardo Tabacchi, tatuatore milanese conosciuto come Sir Edward, apprezzato per il suo stile fine line caratterizzato da linee sottili, attenzione estrema ai dettagli e richiami all’estetica classica.

L’artista ha sviluppato il concept delle quattro virtù cardinali — Prudenza, Giustizia, Temperanza e Fortezza — reinterpretandole attraverso il proprio linguaggio visivo. «Sono i pilastri morali dell’agire umano», ha ricordato Bargellini, sottolineando il legame del tema con la filosofia classica e la tradizione cristiana.
Le figure allegoriche tradizionalmente associate alle virtù assumono così un’estetica contemporanea fatta di simboli classici, dettagli grafici delicati e figure leggere ma scolpite che decorano la superficie satinata della bottiglia. Sul fronte compare invece un elemento più diretto e pop, pensato quasi come un manifesto minimale.
Uno degli aspetti più complessi del progetto riguardava la trasposizione del linguaggio del tatuaggio sul vetro senza perdere l’effetto materico tipico dell’inchiostro sulla pelle. Per ottenere questo risultato, Ginarte ha scelto una tecnologia inkjet capace di “tatuare” letteralmente la bottiglia.
«Una cosa è il tatuaggio sulla pelle, intimo e personale», ha osservato Bargellini. «Un’altra è una bottiglia, un oggetto condiviso. Però volevamo mantenere quella stessa sensazione di adesione».
Il risultato finale è una special edition dal carattere fortemente identitario, in equilibrio tra riferimenti classici e design contemporaneo, senza trasformarsi in un mero esercizio estetico.
Anche Sir Edward ha spiegato il percorso creativo seguito per il progetto: nessuna riproduzione di statue o opere già esistenti, ma una ricerca originale costruita attraverso suggestioni e simboli del mondo classico come corazze, leoni, scudi ed elementi ornamentali reinterpretati secondo il proprio stile. «Non volevo replicare immagini già viste», ha chiarito. «Mi sono ispirato al mondo classico cercando però di creare soggetti nuovi».
L’intero lavoro è stato sviluppato in digitale tramite iPad e software grafici, mantenendo però una metodologia molto vicina a quella del tatuaggio tradizionale, fatta di bozzetti, stratificazioni e continue revisioni.
Nel corso della presentazione sono stati proposti anche quattro cocktail ispirati alle virtù cardinali.
Giustizia era il più essenziale e rigoroso: Ginarte Dry Gin, vermouth dry, Amontillado sherry e cappero, con un richiamo al Martinez.
Prudenza puntava invece su un profilo aromatico mediterraneo con oliva, timo limone, mela verde e lime kaffir, in un Highball dalle note più morbide.
Temperanza univa ingredienti insoliti come Ginarte, tequila blanco, pomodoro, basilico, sake e olio d’oliva, richiamando il Red Snapper.
Fortezza, infine, proponeva un mix intenso a base di lampone, rooibos e menta, dal carattere leggero e scorrevole.

Durante l’incontro Bargellini ha affrontato anche il momento attuale del mercato del gin. «La categoria sta rallentando fisiologicamente», ha spiegato. «C’è stato un sovraffollamento di prodotti e strategie improbabili. Adesso si torna verso gin più tradizionali, più autentici».
La Sir Edward Edition sarà disponibile come special edition e non come limited edition, in linea con la filosofia di Ginarte, che rinnova periodicamente le proprie collaborazioni artistiche sostituendo gradualmente quelle precedenti. La prima produzione sarà di circa diecimila bottiglie, mentre la produzione media annuale del brand si aggira sulle 200 mila unità. Restano confermate le 17 botaniche della ricetta, tra cui angelica, lavanda, ibisco, sambuco e pino.
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