Raccontare Monaco attraverso un cocktail. È una delle chiavi con cui Ory, il cocktail bar del Mandarin Oriental Munich, ha costruito la propria identità. Fiumi, quartieri, giardini e luoghi simbolo della città diventano ingredienti narrativi di una drink list che lavora su profili aromatici, consistenze e colori differenti.
Ory è nato nel 2018 al piano terra dell’hotel, nel cuore dell’Altstadt. Non ha ancora dieci anni di vita, ma a Monaco è già diventato un’istituzione.
Me lo hanno suggerito in molti e in effetti merita.
Il locale mette insieme qualità dei drink, materie prime di alto livello, presentazioni scenografiche, servizio preciso e un ambiente decisamente lussuoso. Il cocktail viene messo in scena e, almeno per un’ora, ci si sente un po’ regine.
Monaco entra nella drink list
L’ultima drink list è costruita quasi come una piccola guida illustrata della città.
A sinistra compaiono acquerelli urbani. A destra trovano spazio il nome del cocktail, il prezzo, tre descrittori sensoriali, gli ingredienti, poche righe dedicate al luogo che lo ha ispirato e un QR code per approfondire il racconto.
Vibrant Silence: l’Isar diventa minerale
Vibrant Silence, 22 euro, è dedicato al fiume Isar.
Definito “boozy, mineral, clean” è fatto con Patrón Silver Tequila, distillato di meadowsweet, luppolo e verjus.
Funky Town: il lato pop della città
Funky Town, 20 euro, cambia completamente registro.
È dedicato al Glockenbachviertel, uno dei quartieri più vivaci della città, tra bar, nightlife e creatività.
È “refreshing, sparkling, hip” con Grey Goose Vodka, Agricole, distillato di mango e yogurt, black lime e cream soda.
Wellness Wave: il surf in pieno centro
Wellness Wave, 21 euro, guarda invece all’Eisbach.
L’onda artificiale dell’Englischer Garten, diventata uno dei simboli più riconoscibili della Monaco contemporanea, viene tradotta in un drink descritto come “icy, refreshing, blue”.
Sipsmith Gin, Fino Sherry, aloe vera, miele di aghi di pino, lime e spirulina compongono il drink che ha un riferimento all’acqua evidente, non solo nel colore con il retrogusto di aloe, pino e spirulina.
Il Botanical Garden, 20 euro, si ispira invece a Schloss Nymphenburg.
“Floral, aromatic, elegant” è a base di Roku Gin, flower cordial, Mancino Sakura, St-Germain e rose water.
Il rituale del bancone
All’Ory la cura nella presentazione dei cocktail è particolarmente elevata.
L’estetica a volte diventa un capolavoro da scatto digitale che flirta col pericolo: le coppette dipinte di polvere viola sono effetto wow, ma il rischio di battezzare il vestito buono con un sorso distratto è reale.
È al bancone, però, che si comprende meglio il meccanismo del locale. Io mi sono seduta lì con mia figlia.
Prima ancora di ordinare ci hanno offerto una piccola coppetta di Champagne. Una coccola inattesa, forse destinata agli ospiti cui il locale riserva un’attenzione speciale, che svela l’appartenenza dell’Ory al circuito Krug Ambassade.
Ory, memoria e identità
Anche il nome richiama il concetto di memoria.
Nella carta compare il motto “only what you experience yourself, remains”.
L’idea è semplice: resta ciò che si vive.
Detta così potrebbe sembrare una formula da manifesto. Dentro il bar, invece, acquista un senso più concreto.
Ory costruisce infatti l’esperienza attraverso una successione di piccoli rituali: l’arrivo al bancone, il servizio, il bicchiere, la decorazione, la luce, il modo in cui il cocktail viene completato davanti all’ospite.
Un salotto cosmopolita tra storia e contemporaneità
Dietro il bar c’è anche la storia dell’edificio che lo ospita. Nato dall’intuizione del restaurateur Maximilian Gradl e orchestrato dalla Barschaft B17, l’Ory occupa le geometrie di un palazzo neorinascimentale eretto tra il 1875 e il 1880.
Un tempo era noto come Ballhaus, epicentro mondano di danze, concerti e sguardi rubati. Convertito in hotel nel 1990 e assorbito nel 2000 dal gruppo Mandarin Oriental — prima bandiera in terra tedesca — l’edificio non ha mai smesso di essere un palcoscenico sociale.
Oggi, semplicemente, al posto dell’orchestra risuonano il ghiaccio nello shaker e i sospiri dello Champagne.
Gli interni seguono la stessa impostazione e puntano su un’eleganza quasi teatrale: velluto verde scuro, rosso carminio, legno, ottone e un’illuminazione precisa che ritaglia il banco come un piccolo palcoscenico.
Il risultato è lussuoso, ma non ingessato.
La fauna che lo popola è un campionario di professionisti e viaggiatori, adulti in abiti curati, dove il rigore formale non è un obbligo, ma il troppo casual suonerebbe stonato.
I riconoscimenti
L’identità del locale è stata riconosciuta anche dall’industria.
Ory ha conquistato il titolo di Hotelbar des Jahres ai Mixology Bar Awards nel 2025 e lo ha confermato nel 2026, risultando per il secondo anno consecutivo miglior hotel bar dell’area DACH. Nella stessa edizione Jennifer Mindl, parte del team, è stata premiata come Newcomerin des Jahres.
Informazioni pratiche
Ory Bar – Mandarin Oriental Munich si trova in Neuturmstraße 1, 80331 Monaco di Baviera.
La tipologia è quella del cocktail bar contemporaneo / hotel bar. È aperto dal 2018 e propone un’atmosfera elegante, lussuosa, internazionale.
Il dress code consigliato è smart casual, meglio se curato. I prezzi dei signature citati vanno da 20 a 22 euro.
Da sapere: Ory è Krug Ambassade e dedica una forte attenzione alla cristalleria, alle presentazioni scenografiche e a un servizio al bancone particolarmente curato.
Il consiglio, se possibile, è scegliere un posto al banco. È lì che il locale si capisce davvero.


