Bottiglie da collezione, whisky sviluppati con i piloti, cocktail serviti nei locali e programmi di hospitality: il rapporto fra Formula 1 e beverage si estende ormai ben oltre la presenza di un marchio sulle monoposto. Accanto alla visibilità televisiva, le aziende cercano occasioni di consumo, un posizionamento premium e contenuti con cui raggiungere un pubblico internazionale. Whisky scozzesi e americani, bourbon, vodka premium e alternative analcoliche a base di agave trovano così spazio in un mondo che comprende anche lusso, moda, musica, nightlife e fine dining.
A dare la misura di questo interesse è la partnership decennale siglata da Lvmh con la Formula 1, che coinvolge Louis Vuitton, Moët Hennessy e Tag Heuer. Le collaborazioni assumono forme diverse: dalle edizioni limitate alle attività nei Paddock Club, fino alle iniziative che, nei giorni dei Gran Premi, coinvolgono hotel, ristoranti e bar.
Belvedere, dal circuito ai locali italiani
Il caso Belvedere permette di osservare come un accordo globale si traduca in attività sul territorio. Dal 2025 il marchio polacco è il primo Official Vodka Partner della competizione, nell’ambito dell’intesa decennale fra F1 e Lvmh. La presenza nelle aree hospitality, come il Paddock Club e l’F1 Garage, comprende after party ed eventi dedicati. A questa si affianca la Organic Vodka F1 Limited Edition, caratterizzata da un design ispirato ai circuiti e da dettagli nel caratteristico Hot Red.
In Italia la collaborazione si sviluppa su più livelli, raggiungendo locali, retail e hospitality anche fuori dal circuito. A illustrarne l’applicazione è Flavia Di Giustino, Brand Manager Belvedere Vodka, Ardbeg e Glenmorangie: «Siamo entusiasti di questa partnership globale tra Belvedere Vodka e la Formula 1, che in Italia prende vita attraverso una strategia omnicanale e diffusa sul territorio. Per raccontare questa sinergia abbiamo attivato diversi touchpoint: dalla Signature Cocktail List in dieci tra i migliori locali milanesi al pop-up in Rinascente Duomo dedicato alla nostra Limited Edition, fino all’hospitality esclusiva a Monza e all’evento di chiusura della domenica sera a Milano».
La sponsorizzazione si sviluppa quindi prima, durante e dopo la gara, attraverso attività che collegano trade, esperienze per i consumatori, retail, nightlife e contenuti. La presenza del marchio durante il Gran Premio è soltanto una parte del progetto.
Per la mixology, l’espressione più diretta della partnership è The Organic F1® Lychee Martini. La ricetta prevede 50 ml Belvedere Vodka, 25 ml succo di lychee, 15 ml succo fresco di pompelmo, 15 ml succo fresco di limone e 15 ml sciroppo di zucchero 1:1, con zucchero rosso sul bordo del bicchiere. Gli ingredienti vengono shakerati con ghiaccio e filtrati in una coppetta Nick & Nora o in una coppetta Martini precedentemente raffreddata.
Il pubblico che interessa ai marchi
Le ragioni commerciali di queste operazioni emergono dai numeri della Formula 1. Nel 2025 la fanbase globale ha raggiunto 827 milioni di persone, in crescita del 63% rispetto al 2018. Il 43% dei fan ha meno di 35 anni e le donne rappresentano il 42% del pubblico. Considerando soltanto i nuovi appassionati del 2025, la quota degli under 35 sale al 57%.
Anche la partecipazione dal vivo contribuisce all’interesse dei grandi gruppi del beverage: 6,7 milioni di spettatori nei circuiti e 19 appuntamenti sold out offrono un contatto diretto con un bacino internazionale, giovane e trasversale. La componente premium di questo pubblico frequenta, oltre alle tribune, hotel, ristoranti e after party. Il Gran Premio diventa così un’occasione per associare la comunicazione del marchio a esperienze e consumi.
Le bottiglie come oggetti da collezione
Una delle strade percorse dalle aziende è quella delle limited edition, nelle quali il prodotto assume anche il ruolo di oggetto da collezione. Lo mostra la collaborazione fra Jack Daniel’s e McLaren, arrivata nel 2026 alla quarta limited edition della serie. Il Tennessee Whiskey conserva il legame con il classico Old No.7, ma sale al 43% vol.; il packaging richiama il millesimo Gran Premio di McLaren e i 160 anni della distilleria.
Con l’Halo MK1 Tennessee Whiskey, proposto negli Stati Uniti a 599,99 dollari, il progetto entra nel segmento super-premium. Si tratta della release globale più limitata nella storia del marchio: un’edizione che supera il concetto di whiskey con una livrea automobilistica e colloca la collaborazione sportiva nel mercato dei collectible, come leva di premiumizzazione. Il confine fra bottiglia e merchandising premium diventa così sempre meno netto.
Anche Glenfiddich e Aston Martin Formula One Team hanno scelto di sviluppare questo legame attraverso il prodotto e la sua confezione. Nel 2025 il single malt scozzese ha inaugurato la collaborazione con il Glenfiddich 16 Years Old Aston Martin Formula One Team Limited Edition. Il whisky nasce dall’unione di distillati maturati in botti ex vino di rovere americano, botti nuove e botti ex bourbon di secondo riempimento.
La release è stata pensata per richiamare precisione e performance, concetti condivisi dai due mondi. Alla componente organolettica si aggiunge il ruolo della bottiglia, parte integrante della partnership: con una seconda release nel 2026, lo spirit sviluppa una dimensione collezionistica rivolta sia ai whisky lover sia agli appassionati di motori.
Piloti e identità dei team nello sviluppo dei prodotti
Le collaborazioni possono coinvolgere direttamente anche le scelte alla base di un distillato. È il caso di Charles Leclerc, Global Brand Ambassador di Chivas Regal. Il rapporto con il pilota monegasco ha superato il ruolo di testimonial per arrivare alla co-creazione del Chivas Regal 16, il primo 16 Years Old nella storia del brand.
Il numero richiama quello con cui Leclerc corre in pista. A comporre il blend sono 16 whisky differenti, invecchiati almeno 16 anni, selezionati nello sviluppo di un prodotto che segue le preferenze personali del pilota, con un’attenzione speciale al carattere del Longmorn Malt.
Per Jim Beam, Official Partner di Cadillac, il punto di partenza è invece l’identità americana delle due aziende. L’ingresso del team in Formula 1 ha aperto un nuovo spazio di racconto, nel quale trova posto anche l’abitudine del fondatore Jim Beam di trasportare e proteggere il proprio prezioso lievito all’interno di una Cadillac.
Quella connessione storica viene oggi ripresa attraverso attività per i fan ed esperienze retail sul palcoscenico globale della F1. Il team diventa quindi una piattaforma di comunicazione che affianca alla performance sportiva il patrimonio storico americano dei due marchi.
La Formula 1 intercetta inoltre il no/low alcohol. French Bloom è dal 2025 il primo Official Non-Alcoholic Sparkling Wine Partner. Sul fronte dei progetti legati ai piloti, Lewis Hamilton ha dato vita ad Almave insieme a Casa Lumbre e al master distiller Iván Saldaña: un premium non-alcoholic Blue Agave Spirit prodotto ad Altos de Jalisco.
Monza e la memoria delle sponsorizzazioni
Questo scenario contemporaneo si intreccia con la storia sportiva. Domenica 6 settembre 2026 Monza ha avuto di nuovo un vincitore italiano: Andrea Kimi Antonelli, 20 anni, ha conquistato il Gran Premio d’Italia partendo dalla diciannovesima posizione, conseguenza delle penalità legate alla power unit. La rimonta lo consolida al comando del Mondiale e riporta il tricolore sul gradino più alto del podio del circuito brianzolo, dove un italiano non vinceva dal 1966 con Ludovico Scarfiotti. Un risultato dal forte valore simbolico.
Anche il rapporto fra beverage e Formula 1 ha radici lontane. A ricordarlo è Danilo Bellucci, Cavaliere Ufficiale della Repubblica Italiana e storico uomo delle relazioni pubbliche e della comunicazione italiana. Negli anni Settanta e Ottanta ha lavorato nella comunicazione, stampa e promotion di Philip Morris, seguendo dall’interno il periodo in cui motorsport e sponsorizzazioni iniziavano a definire un linguaggio comune.

Successivamente la sua attività professionale si è legata al food & beverage, con collaborazioni per numerose aziende del settore, fra cui Campari. Bellucci racconta di avere attraversato 28 anni di Formula 1 fra Monza, Imola, Monte Carlo e altri Gran Premi internazionali: un’esperienza che affianca alla passione l’osservazione diretta, da professionista, dei cambiamenti nella comunicazione e nelle partnership.
Nel ricostruire questo percorso, richiama il contributo delle aziende italiane: «È giusto dare lustro a Fratelli Lunelli con Ferrari Trento, Campari e Branca, tra le prime realtà del beverage italiano a sponsorizzare e a credere nella Formula 1».
La sua testimonianza amplia la prospettiva sulle collaborazioni attuali. Prima delle limited edition e delle cocktail experience nei Paddock Club, alcune realtà italiane avevano già riconosciuto nella Formula 1 una piattaforma internazionale di comunicazione.
Per Bellucci rimane centrale anche la componente emotiva: «In 28 anni passati nella Formula 1, prima a Monza, poi a Imola, ancora a Monza e in giro per il mondo, soprattutto a Monte Carlo, ho vissuto sensazioni bellissime, brividi difficili da trovare altrove. Cambiano gli uomini, cambiano i mezzi, ma la storia ha segnato chi sono i grandi e chi diventerà ancora più grande».
Il passaggio dalle sponsorizzazioni tradizionali alle operazioni di oggi riflette un cambiamento del modello commerciale. Al logo sul telaio si sono affiancati blend co-creati con i piloti, bottiglie da collezione e cocktail signature nei Paddock Club. I marchi cercano accesso a consumatori giovani, posizionamento premium, hospitality e occasioni continue di produzione di contenuti; la Formula 1 propone, insieme alla gara, un lifestyle globale.
La vittoria di Kimi Antonelli a Monza si inserisce in questo doppio racconto: quello sportivo, che lega il presente alla storia del circuito, e quello commerciale, nel quale il beverage compete per raggiungere il bicchiere di 827 milioni di fan.
Photo Credits: UFFICIO STAMPA – Wacky Metzger
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