È un twist sul Daiquiri costruito attorno a rum e mezcal, ma l’Illegal non proviene né dai Caraibi né dal Messico. La sua nascita va invece collocata nel cuore della provincia trevigiana, in Veneto, grazie all’intuizione di quello che sarebbe poi diventato uno dei bartender italiani contemporanei più stimati: Samuele Ambrosi.
Ripercorriamo quindi le origini, la composizione e le principali varianti di questo cocktail rappresentativo della mixology moderna, entrato nel 2020 nella lista ufficiale IBA (International Bartenders Association) nella categoria “New Era Drinks”.
Le origini e il significato del nome
La creazione dell’Illegal risale alla fine degli anni Novanta. All’epoca Samuele Ambrosi, nato nel 1978 a Verona e trasferitosi professionalmente nel trevigiano, lavorava come giovane barman in un hotel di lusso appena aperto all’interno di Castel Brando, a Cison di Valmarino.
Durante un soggiorno nella struttura, il dottor Joe Paul Shafer — chiropratico e kinesiologo statunitense di fama internazionale — raccontò al bartender la propria passione per i cocktail classici, in particolare per il Daiquiri, oltre al forte interesse per i Paesi dell’America centrale e meridionale che visitava spesso per lavoro.
Da questi racconti nacque l’idea di sintetizzare quelle suggestioni in un drink originale: Ambrosi elaborò una variante del Daiquiri impiegando tequila, falernum caraibico e rum giamaicano overproof Wray and Nephew, mantenendo maraschino, lime e sciroppo di zucchero della ricetta tradizionale cubana.
Il risultato colpì immediatamente Shafer, che dopo il primo assaggio commentò: “Questo drink è davvero illegale”. Proprio da quell’esclamazione derivò il nome del cocktail.
Quella, tuttavia, era solo la prima versione. Negli anni successivi, mentre Ambrosi lavorava al Dom’us di Oderzo, la ricetta venne modificata sostituendo la tequila con il mezcal, distillato che proprio in quel periodo iniziava a diffondersi fuori dal Messico tra i professionisti del settore. È questa formulazione a essere stata ufficializzata dall’IBA nel 2020.
La ricetta IBA dell’Illegal
Tecnica: Shake and strain
Bicchiere: Coppetta cocktail (oppure on the rocks in mug di terracotta)
Ingredienti
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30 ml mezcal Espadín
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15 ml rum bianco giamaicano overproof
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15 ml falernum
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1 bar spoon maraschino Luxardo
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22,5 ml succo di lime fresco
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15 ml sciroppo di zucchero
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30 ml albume (facoltativo)
Il profilo del drink si basa su un equilibrio di contrasti: la componente affumicata del mezcal si combina con l’acidità del lime, mentre dolcezza e note aromatiche contribuiscono a dare profondità. Nonostante la gradazione sostenuta, la struttura armonica lo rende accessibile anche a chi non è abituato a cocktail particolarmente intensi.
Le principali varianti
Nell’edizione più recente del ricettario IBA (2024), lo stesso Ambrosi propone alcune possibili personalizzazioni: tra queste l’aggiunta di kombucha al mate, l’utilizzo di rum arrangé ottenuti tramite macerazioni tradizionali, oppure la sostituzione del rum con Clairin haitiano, da impiegare con attenzione per il suo carattere aromatico marcato. Un altro campo di sperimentazione riguarda le diverse tipologie di mezcal.
Difford’s Guide segnala invece una variante denominata Illegal Margarita. In questa versione si riducono le quantità di sciroppo (10 ml) e albume (10 ml) e si introducono 3 gocce di Margarita Bitters e 2 gocce di soluzione salina, o un pizzico di sale. La preparazione prevede Shake, Dry Shake e Fine Strain, con guarnizione di lime disidratato e spruzzo finale degli oli essenziali di una scorza di lime.
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