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Alla scoperta del Ladyboy: storia e ricetta del cocktail nato per scherzo e diventato omaggio alle vittime delle guerre

Il Ladyboy fu codificato da IBA nel 2010 come omaggio alle vittime di tutte le guerre. Ecco la sua storia unica. Un contributo di Stefano Fossati.

Il Ladyboy è l’unico cocktail ad aver fatto parte della lista ufficiale IBA per un solo anno — dal 2010 al 2011 — in una categoria appositamente creata e mai più riproposta, quella degli “Special Cocktail”, in cui non figurava nessun altro drink. Fu inserito dall’International Bartenders Association come omaggio a Phil Coburn, fotoreporter britannico che nel gennaio 2010 perse i piedi in un attentato nella provincia afghana di Helmand mentre seguiva i marines americani, e al suo collega Rupert Hamer, che nell’esplosione rimase ucciso. Il drink era nato sette anni prima come uno scherzo al bar dell’Hotel Intercontinental di Amman, dall’estro del giornalista stesso, che l’aveva inventato sul momento per sorprendere il bartender di turno. Con il senno di poi, persino il suo creatore lo avrebbe definito “terribile”.

La vicenda risale al 2003, quando Coburn si trovava ad Amman in attesa di entrare in Iraq per documentare la seconda guerra del Golfo per il Sunday Mirror. Una notte, in compagnia di alcuni colleghi, chiese al bartender un Ladyboy, spacciandolo per un drink di fama internazionale a base di parti uguali di brandy e crema al whiskey. Il barman, ignaro dello scherzo, lo preparò. Il risultato fu probabilmente consumato tra quattro risate, ma il destino avrebbe assegnato a quella ricetta immaginaria un peso del tutto diverso.

Quando nel 2011 l’IBA rinnovò profondamente la propria lista — introducendo le tre categorie “Unforgettables”, “Contemporary Classics” e “New Era Drinks” ancora oggi in uso — il Ladyboy uscì di scena definitivamente. Il suo valore, però, non era mai stato gastronomico.

Sul nome, Coburn aveva giocato con un termine diffuso in Thailandia per indicare giovani crossdresser o transgender: un riferimento all’accostamento insolito dei due ingredienti, e forse anche un ulteriore indizio — non colto — della natura goliardica della richiesta. Esiste però una leggenda alternativa sull’origine del termine: alcuni ritengono che il vero ispiratore sia l’attore inglese Steve Coogan, che in un episodio della prima stagione della sitcom BBC “I’m Alan Partridge” (1997) esclamò “ooooh ladyboys” dopo aver bevuto in sequenza birra lager, Bailey’s e Gin Tonic. Visto il successo della serie nel Regno Unito, è possibile che Coburn si sia ispirato proprio a quello sketch.

La ricetta IBA del 2010 prevede 3,5 cl di Baileys Irish Cream e 3,5 cl di brandy, tecnica build, bicchiere tumbler basso, ghiaccio, una leggera mescolata e guarnizione con bastoncino di cannella e noce moscata grattugiata. Non un capolavoro di miscelazione, per ammissione dello stesso inventore. Ma i simboli, come si sa, non si giudicano dal gusto.

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