Tutto ha inizio nel 1834, quando Antoine Amédée Peychaud, farmacista franco-creolo, cominciò a offrire ai clienti del suo laboratorio una preparazione a base di cognac e bitter aromatici di sua produzione, allora considerati tonici curativi. La miscela prese piede rapidamente nella vivace New Orleans dell’epoca, città di scambi commerciali, influenze francesi e caraibiche e una scena di miscelazione in rapida crescita.
Il nome arrivò negli anni successivi, legato alla figura del commerciante Sewell T. Taylor, che importava il cognac Sazerac-de-Forge et Fils e lo utilizzava nelle preparazioni del suo locale, il Merchants Exchange. Dopo il 1850 il locale passò sotto la gestione di Aaron Bird e cambiò nome in Sazerac Coffee House: qui il drink veniva servito con cognac, zucchero, Peychaud’s Bitters e scorza di limone, in una città che viveva un fermento culturale irripetibile
Il passaggio al rye whiskey
Attorno al 1870 la crisi della fillossera colpì duramente i vigneti europei, rendendo il cognac sempre più difficile da reperire. Alla Sazerac Coffee House, allora gestita da Thomas Handy – già commesso di Taylor – il distillato francese venne progressivamente sostituito dal rye whiskey americano. In quegli stessi anni si consolidò nella ricetta anche l’uso dell’assenzio, impiegato per aromatizzare il bicchiere e conferire al cocktail la sua caratteristica nota erbacea.
Handy tentò anche una versione in bottiglia pronta al consumo, ma i risultati commerciali furono deludenti. Alla sua morte, nel 1893, Christopher J. O’Reilly, ex segretario di Handy, rilevò le attività e fondò la Sazerac Company, tuttora attiva nella produzione di rye whiskey e del cognac Sazerac-de-Forge originale.
La diffusione e il ritorno
Nei primi decenni del Novecento il Sazerac era già citato nei principali ricettari americani ed europei. Come altri grandi classici dell’Ottocento, tuttavia, attraversò un lungo periodo di oblio nel dopoguerra, per tornare alla ribalta solo con la riscoperta della cultura cocktail dei primi anni Duemila. Nel 2011 l’International Bartenders Association lo ha inserito nella propria lista ufficiale, nella categoria The Unforgettables, nella versione con cognac – pur ammettendo la variante con rye whiskey. Oggi il Sazerac Bar, ospitato dal 1959 all’interno del Roosevelt New Orleans Hotel, ne serve circa 40.000 l’anno.
La ricetta IBA
Tecnica: Stir and Strain Bicchiere: Old Fashioned
Ingredienti: 50 ml cognac 10 ml assenzio 1 zolletta di zucchero 2 gocce Peychaud’s Bitters Garnish: scorza di limone
Preparazione: raffreddare il bicchiere con ghiaccio e bagnarlo con l’assenzio, tenere da parte. Mescolare gli altri ingredienti con ghiaccio, eliminare ghiaccio e assenzio in eccesso dal bicchiere e filtrare il cocktail.
Al cinema
Nel film del 1973 Vivi e lascia morire, Roger Moore – al suo esordio nei panni di James Bond – si trova a New Orleans per una missione. È qui che il collega della CIA Felix Leiter lo introduce al Sazerac, correggendo la sua ordinazione in un locale del quartiere francese chiamato Fillet of Soul: un cameo che ha contribuito a fissare il cocktail nell’immaginario popolare.
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