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Kir e Kir Royal: storia, ricetta e curiosità dei cocktail simbolo di Digione

Kir e Kir Royal sono due cocktail da aperitivo semplici nella composizione – vino bianco o Champagne e crème de cassis – ma molto popolari a livello internazionale. A Digione, capitale della Borgogna, hanno però un valore che va ben oltre quello di una bevanda: sono diventati nel tempo veri e propri simboli della città. La loro storia unisce tradizione locale, identità territoriale e anche un curioso episodio di diplomazia francese.

Origini e nascita del nome

Secondo una delle ricostruzioni più diffuse, il Kir nasce nel 1904. In quell’anno un giovane cameriere del Café Montchapet di Digione, Faivre, avrebbe proposto una miscela composta da Aligoté – vino bianco locale – e crème de cassis, liquore tipico della Borgogna prodotto con ribes nero della Côte-d’Or. L’idea era quella di rendere più interessante un vino ritenuto “troppo normale”.

Il drink, inizialmente chiamato Cassis Blanc, conquistò rapidamente il pubblico locale e tra i suoi estimatori ci fu anche il sindaco dell’epoca, Henri Barabant. Un’altra versione della storia attribuisce invece la creazione del cocktail al consigliere comunale digionese Aglaé Foveau. Sarebbe stato proprio lui a persuadere il sindaco ad adottare il Cassis Blanc come bevanda ufficiale dei ricevimenti municipali, sostituendo lo Champagne.

Il passaggio decisivo nella storia del cocktail arrivò però con l’abate Félix Kir (1876–1968). Canonico e figura della resistenza francese, divenne sindaco di Digione nel 1945 e mantenne la carica per 23 anni. Durante il suo mandato promosse instancabilmente la miscela di vino bianco e cassis, servendola a ogni ospite di rilievo in visita in città. Grazie a questa pratica il drink si diffuse in tutta la Francia e venne progressivamente identificato con il suo nome, fino a essere conosciuto semplicemente come Kir.

Negli stessi anni prese piede anche una versione più prestigiosa del cocktail: il Kir Royal, in cui l’Aligoté lascia il posto allo Champagne.

La disputa sui marchi

Nei decenni successivi i nomi Kir e Kir Royal furono al centro di una lunga controversia legale. L’azienda produttrice di crème de cassis L’Héritier Guyot registrò infatti entrambi i nomi come marchi dopo aver ricevuto nel 1952 un’autorizzazione scritta da parte dello stesso Félix Kir.

Tre anni più tardi l’abate inviò una seconda lettera con cui chiariva che il nome Kir avrebbe potuto essere utilizzato liberamente da qualsiasi liquorificio di Digione interessato a produrre il drink. Tuttavia questa precisazione non cambiò l’esito della disputa: dopo numerosi ricorsi e controricorsi, nel 1992 la giustizia confermò la validità della registrazione e il marchio rimase di proprietà esclusiva di L’Héritier Guyot.

Oggi il Kir continua a rappresentare un emblema dell’ospitalità borgognona. Il Kir Royal, grazie alla fama internazionale dello Champagne, si è invece imposto come un classico diffuso in tutto il mondo, ideale per celebrazioni, ricevimenti e occasioni mondane.

La ricetta IBA di Kir e Kir Royal

Kir e Kir Royal sono entrati nella lista ufficiale dell’International Bartenders Association (IBA) a partire dalla seconda edizione del 1986. Dalla quinta edizione della lista, pubblicata nel 2011, compare soltanto la scheda del Kir, all’interno della quale la ricetta del Kir Royal viene indicata come variante.

Tecnica: Build
Bicchiere: flute ghiacciata o calice da vino

Ingredienti

  • 90 ml vino bianco secco (Champagne per il Kir Royal)
  • 10 ml crème de cassis

Preparazione
Versare la crème de cassis direttamente nel bicchiere ben freddo, quindi completare con il vino freddo e mescolare delicatamente.

Le principali varianti

Dal Kir Royal deriva a sua volta il Kir Imperial, citato nella lista IBA del 1986: in questa versione la crème de cassis viene sostituita da uno sciroppo di lamponi.

In Francia si sono diffusi anche altri twist del Kir che utilizzano il sidro al posto del vino. Tra i più noti ci sono il Kir Normand e il Kir Breton, denominazioni legate alla regione di provenienza del sidro utilizzato nella preparazione.

Il Kir Royal tra cinema, serie TV e letteratura

Fra le due varianti, è soprattutto il Kir Royal ad aver trovato spazio nella cultura popolare internazionale. Secondo alcune fonti il cocktail viene citato, insieme allo Stinger, nel film del 1940 “Scandalo a Filadelfia”, commedia romantica premiata con due Oscar e interpretata da Katharine Hepburn, Cary Grant e James Stewart.

Il drink compare anche in tempi più recenti nella serie Netflix “Emily in Paris”, in cui è indicato come il cocktail preferito della protagonista Emily Cooper.

Nel 1986 la televisione tedesca trasmise inoltre una serie intitolata proprio “Kir Royal”, satira sul mondo del gossip e dei tabloid di Monaco di Baviera. La produzione è rimasta poco conosciuta fuori dalla Germania e non è chiaro il motivo della scelta del titolo in relazione al cocktail.

Il Kir Royal fa parte anche dell’elenco dei drink bevuti da James Bond, anche se non nei film né nei romanzi di Ian Fleming. Compare infatti nel libro I sogni non uccidono (2001) dello scrittore statunitense Raymond Benson, autore che tra il 1996 e il 2002 scrisse nove romanzi e tre racconti dedicati all’agente 007 per conto della Ian Fleming Publications. Nel corso della storia Bond sorseggia il cocktail a Parigi insieme alla “Bond girl” Tylyn durante una missione.

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