martedì, Febbraio 3, 2026
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Global mixology: Dry January in calo, London Cocktail Week rinviata al 2027

Rinunciare all’alcol a gennaio non è più trendy; niente London Cocktail Week nel 2026; Facebook “riammette” gli alcolici. Le world news della settimana.

Il Dry January perde appeal anche nel Regno Unito, dove nacque l’iniziativa nel 2013, mentre cresce il consenso verso il Damp January, versione moderata che prevede riduzione anziché eliminazione degli alcolici. La tradizionale London Cocktail Week non si terrà nel 2026: la manifestazione cambia calendario spostandosi da ottobre a marzo, con la prossima edizione fissata per il 15 marzo 2027. Nel frattempo Meta ha comunicato di aver risolto il bug che aveva colpito milioni di pagine Facebook legate al settore beverage alcolico, anche se diverse pagine risultano ancora contrassegnate come “non idonee” nonostante rispettino gli Standard di Comunità.

L’iniziativa del Dry January, lanciata dall’associazione britannica Alcohol Change UK per invitare a rinunciare completamente al consumo di alcol durante tutto gennaio con l’obiettivo di riflettere sulle proprie abitudini e migliorare il benessere fisico e mentale, registra quest’anno un’attenzione mediatica e un hype sui social decisamente inferiori rispetto al passato. Diverse testate internazionali rilevano invece maggiori adesioni al Damp January, spesso percepito come una versione “soft” che prevede di moderare anziché eliminare il consumo di alcolici.

La strategia della riduzione anziché della rinuncia consente di ottenere benefici senza la sensazione di sacrificio che, nel lungo periodo, demotiva molte persone nei confronti delle sfide “o tutto o niente”. In Gran Bretagna l’adesione varia da città a città: secondo uno studio di Perspectus Global riportato da The Drinks Business, a Leicester o Plymouth l’astinenza dei cittadini non ha superato una media di 3 o 5 giorni, mentre il risultato massimo si è registrato a Belfast con 23 giorni. Le motivazioni cambiano per età e genere: i giovani tra 18 e 34 anni sperimentano alternative e nuovi rituali, gli over 55 preferiscono semplicemente bere meno, mentre le donne collegano maggiormente la moderazione a forma fisica e benessere mentale, scegliendo più spesso prodotti analcolici. Un messaggio chiaro per i produttori: i consumatori non vogliono prediche, bensì flessibilità e piacere con la possibilità di scegliere sulla base di alternative credibili.

La London Cocktail Week non si terrà quest’anno: la manifestazione, antesignana e ispiratrice delle varie cocktail week oggi organizzate in mezzo mondo, dopo oltre un decennio modifica il proprio calendario e non si terrà più a ottobre, bensì a marzo. La prossima edizione è quindi fissata per la settimana del 15 marzo 2027, saltando completamente il 2026. Come riporta Drinks International, le co-fondatrici dell’evento, Hannah Sharman-Cox e Siobhán Payne, hanno spiegato che ottobre, un tempo periodo ideale, è oggi “il secondo mese più impegnativo per i bar londinesi”, subito dopo dicembre: da qui la scelta di marzo per riportare la London Cocktail Week in un momento più tranquillo per il settore, così da sostenere i locali e favorire una maggiore affluenza.

Il cambio di data arriva dopo l’acquisizione, lo scorso novembre da Speciality Drinks, del controllo totale della manifestazione da parte di Sharman-Cox e Payne, che l’avevano fondata nel 2010 quando lavoravano con Simon Difford in Difford’s Guide. Le fondatrici sottolineano di poter ora prendere in autonomia decisioni strategiche “da cui trarranno beneficio il festival e l’intera industria dell’ospitalità”.

Meta ha comunicato di aver risolto un problema tecnico che nelle scorse settimane aveva colpito potenzialmente milioni di pagine Facebook collegate ad attività relative a vino, birra e spirits. Questi account avevano ricevuto notifiche che li indicavano come non idonei per la piattaforma perché “potrebbero non seguire le nostre regole”, senza ulteriori spiegazioni. Un rappresentante del supporto Meta Verified aveva parlato di un bug informatico, ma l’azienda non aveva comunicato pubblicamente la natura dell’errore mentre le restrizioni restavano attive.

The Spirits Business riporta le dichiarazioni di Meta secondo cui il problema è stato corretto e i messaggi possono essere ignorati. La situazione però non è completamente risolta: diverse pagine Facebook – compresa quella di The Spirits Business – risultano ancora contrassegnate come “non idonee” nonostante siano in linea con gli Standard di Comunità, con tutte le conseguenze negative sulla loro visibilità. La testata britannica ha richiesto ulteriori chiarimenti su quando la situazione sarà completamente risolta ed è in attesa di risposta.

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