La terza edizione del Salone del Vermouth chiude con oltre 10.000 presenze in tre giorni — dal 21 al 23 febbraio 2026 al Museo Nazionale del Risorgimento Italiano di Torino — in netta crescita rispetto alle edizioni precedenti. L’affluenza è stata tale da spingere gli organizzatori ad aprire al pubblico anche la giornata B2B del lunedì, originariamente riservata agli operatori. Ideata e curata da Laura Carello di MT Magazine, la manifestazione ha goduto del patrocinio e sostegno della Camera di commercio di Torino, del patrocinio di Regione Piemonte e Città di Torino e del supporto di Turismo Torino e Provincia. La quarta edizione è già fissata a febbraio 2027.
Per il mondo della mixology, il dato più significativo arriva dal FuoriSalone diffuso: dal 16 al 22 febbraio, 45 eventi in 32 location hanno trasformato Torino in un palcoscenico a cielo aperto per il Vermouth, intrecciando cocktail bar, ristoranti, musei, librerie e piazze in un programma che ha unito cultura, tecnica e turismo esperienziale. Cuore della proposta per gli operatori del settore: 12 guest shift con bartender ospiti da tutta Italia e 5 cene in pairing dedicate, a conferma del ruolo centrale che la contaminazione creativa sta assumendo nella narrazione contemporanea di questo distillato.
Il calendario del FuoriSalone si è aperto il 16 febbraio con la tavola rotonda istituzionale “Cosa cambia perché nulla cambi – Capitolo 2”, confronto sul futuro del Vermouth nei prossimi cinque anni con al centro sostenibilità e strategie di esportazione del brand Torino nel mondo. Tra i protagonisti del dibattito, Guido Bolatto, Segretario Generale della Camera di commercio di Torino, Beppe Musso (Master Blender), Matteo Bonoli (Master Herbalist) e Piero Bonnet per Baldoria. A seguire, il palinsesto ha alternato presentazioni editoriali, tour tematici, visite guidate, esperienze immersive, degustazioni tecniche e appuntamenti serali nei locali cittadini.
All’interno del Salone, i 10 talk guidati dal giornalista Carlo Carnevale hanno raccolto oltre 500 iscrizioni complessive con sale sold out, mentre le 8 aule didattiche hanno registrato circa 150 iscritti con partecipazione attiva e costante. Un doppio segnale che racconta di un pubblico — professionale e appassionato — sempre più orientato all’approfondimento tecnico e culturale del Vermouth, non solo alla degustazione.
«La terza edizione segna un cambio di passo decisivo – dichiara Laura Carello, direttrice del Salone del Vermouth –. Superare le 10.000 presenze e registrare un’affluenza tale da aprire al pubblico anche la giornata B2B significa aver costruito, in questi tre anni, un format solido, attrattivo e credibile. Il vermouth si conferma protagonista di un rinnovato interesse culturale e commerciale, capace di unire tradizione, territorio e visione internazionale. Il nostro impegno è continuare a crescere consolidando Torino e il Piemonte come capitali mondiali del Vermouth. Il pubblico non è solo curioso, ma profondamente interessato: questi numeri sono la prova concreta di come investire sulla cultura e la conoscenza di questo prodotto rappresenti un asset strategico anche per il turismo e per il brand Torino, non solo a livello nazionale ma anche internazionale.»
Dal racconto che emerge da questa edizione, il Vermouth si afferma sempre più come categoria trasversale capace di dialogare con l’intera cultura delle bevande di qualità: dai marchi storici ai produttori artigianali emergenti, dai classici dell’aperitivo torinese alle interpretazioni creative che si intrecciano con cucina, caffè e mixology contemporanea. Un posizionamento che Torino presidia con crescente autorevolezza e che il Salone contribuisce ogni anno a rafforzare, costruendo un appuntamento di riferimento tanto per i bartender quanto per gli appassionati e gli operatori del trade.


