martedì, Gennaio 20, 2026
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Global mixology: le news dal mondo della settimana

Le world news di questa settimana ci parlano dell'algoritmo di Facebook, della bar manager italiana Maura Mila e delle dichiarazioni dell'OMS.

Il mondo dei distillati e della mixology internazionale si trova ad affrontare nuove sfide in questo avvio di 2026. Dalle politiche restrittive dei social network alle pressioni fiscali dell’OMS, fino ai movimenti professionali che vedono protagonisti i bartender italiani all’estero: ecco una panoramica delle notizie più rilevanti della settimana dalla scena globale.

Meta limita la visibilità dei contenuti alcolici: preoccupazione nel settore

Una notizia che sta facendo discutere la bar industry mondiale arriva da Meta, la tech company di Mark Zuckerberg. Secondo quanto riportato da The Spirits Business, l’azienda proprietaria di Facebook, Instagram e WhatsApp ha iniziato a comunicare agli operatori del settore beverage che le loro pagine Facebook non riceveranno più il supporto degli algoritmi di raccomandazione della piattaforma.

Negli ultimi giorni, numerosi account aziendali collegati a vino, birra e spirits hanno ricevuto notifiche in cui si segnala che i loro contenuti “non rispettano gli Standard di comunità” di Facebook. La conseguenza è stata l’esclusione dalle raccomandazioni automatiche, senza che venissero fornite motivazioni dettagliate. Il paradosso è che gli standard della community non hanno subìto modifiche recenti, lasciando molti operatori del settore senza risposte chiare.

Non è ancora chiaro se questa mossa rientri nelle nuove strategie di Meta successive alla svolta politica del CEO Zuckerberg, oppure se si tratti di un errore tecnico dell’algoritmo di verifica. Alcuni osservatori ipotizzano quest’ultima possibilità. Al momento le limitazioni sembrano riguardare esclusivamente Facebook, mentre Instagram non risulta coinvolto. Se la misura dovesse essere confermata in modo permanente, migliaia di aziende del beverage potrebbero subire una significativa perdita di visibilità e fatturato.

Maura Milia assume la direzione dell’Eagle Bar a Londra

Il panorama della bartending internazionale registra un importante movimento professionale che vede protagonista l’Italia. Maura Milia, figura di riferimento della mixology mondiale, è stata nominata direttore generale dell’Eagle Bar, il rooftop bar del The Chancery Rosewood, uno degli hotel più prestigiosi di Londra. La notizia è stata diffusa da Drinks International.

Nata ad Arixi, piccolo centro del sud Sardegna, Milia ha costruito la sua reputazione internazionale durante i dieci anni trascorsi come bar manager del Connaught Bar, dove ha lavorato al fianco di Agostino Perrone e Giorgio Bargiani. Questo trio tutto italiano ha guidato il celebre cocktail bar dell’omonimo hotel londinese fino alla vetta della classifica World’s 50 Best Bars nel 2020 e 2021; attualmente il locale occupa la sesta posizione della graduatoria globale. Nel 2022, sempre nella capitale britannica, Maura Milia ha ricevuto il riconoscimento di Bar Manager of the Year ai Class Bar Awards.

Tra il 2023 e il 2024, insieme al marito Alex Lawrence, aveva intrapreso un’avventura imprenditoriale in Messico. In partnership con Walter Meyenberg, la coppia aveva aperto Cafè Arixi e Outline a Città del Messico, oltre al Copal a Oaxaca. Un’esperienza che tuttavia non ha prodotto i risultati sperati e che si è conclusa il mese scorso con il rientro a Londra. Nel suo nuovo ruolo all’Eagle Bar, Milia coordinerà le operazioni quotidiane, la gestione del team e l’esperienza della clientela, collaborando strettamente con la direttrice Liana Oster.

OMS rilancia la campagna per tasse più alte su alcolici e bevande zuccherate

L’Organizzazione Mondiale della Sanità torna a sollecitare i governi mondiali ad adottare politiche fiscali più aggressive. Come riferisce The Drinks Business, il 13 gennaio l’agenzia delle Nazioni Unite ha pubblicato due rapporti in cui evidenzia come, dal 2022 ad oggi, le bevande zuccherate e gli alcolici siano diventati più accessibili economicamente nella maggior parte dei paesi monitorati.

Secondo i dati OMS, in 67 nazioni queste categorie di prodotti sono diventate più economiche a causa di aliquote fiscali troppo basse, mentre solo in 25 paesi si è registrato un aumento dei prezzi e in 21 la situazione è rimasta invariata. L’organizzazione sostiene che questa maggiore accessibilità economica contribuisca alla diffusione di obesità, diabete, patologie cardiovascolari, tumori e incidenti, con particolare impatto su bambini e giovani adulti.

La raccomandazione dell’OMS è che i governi implementino “tasse significativamente più elevate” su questi prodotti per ridurne l’accessibilità. Una posizione che ripropone quanto già espresso la scorsa estate riguardo ad alcolici, tabacco e bevande zuccherate. Secondo Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’organizzazione, “aumentando le tasse su prodotti come tabacco, bevande zuccherate e alcolici, i governi possono ridurre i consumi nocivi e sbloccare fondi per servizi sanitari vitali”.

Resta tuttavia un’ambiguità di fondo nella posizione dell’agenzia: l’obiettivo dichiarato è limitare i consumi considerati dannosi oppure generare entrate fiscali per finanziare la sanità pubblica? La doppia motivazione lascia aperta la questione se l’approccio sottenda l’idea che questi prodotti rappresentino un problema soprattutto per le fasce economicamente più deboli della popolazione, piuttosto che per i consumatori ad alto reddito.

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