“Il Beato” di Diego Morra: un Vermouth di Torino da Verduno Pelaverga DOC tra botaniche, territorio e visione contemporanea
Nel cuore delle Langhe, a Verduno, Diego Morra ha costruito nel corso di vent’anni una cantina che racconta un Piemonte enologico classico e contemporaneo insieme. È da questa realtà che nasce Il Beato: il primo Vermouth di Torino a base di Verduno Pelaverga DOC, prodotto in poco meno di 1.000 bottiglie dopo quasi tre anni di sviluppo condotti insieme alla moglie Francesca e alla distilleria La Cava. Una produzione volutamente limitata, pensata come declinazione d’autore capace di unire paese, territorio e storia in un unico prodotto.
La storia della cantina inizia nei primi anni 2000, quando Diego, ancora giovanissimo, comincia a lavorare tra le vigne di famiglia, per poi consolidare e ampliare il patrimonio vitivinicolo, affinare le tecniche e costruire una squadra compatta attorno a un’idea chiara di identità e qualità. Oggi l’azienda coltiva circa 30 ettari tra Verduno, La Morra e Roddi, nei comuni più vocati per la produzione di Barolo, ma anche per varietà locali come Pelaverga, Dolcetto e Barbera. La cantina è moderna, essenziale, costruita con materiali naturali e perfettamente integrata nel paesaggio collinare, con un affaccio straordinario sulle colline di Langa. L’agricoltura è a basso impatto, praticata con attenzione e cura concreta.
Uno dei progetti più significativi dell’azienda è la valorizzazione del Verduno Pelaverga, piccolo grande vitigno autoctono dalle note speziate che la cantina ha contribuito attivamente a far conoscere a un pubblico internazionale. È proprio questo vitigno il cuore de Il Beato: freschezza, bevibilità, componente floreale e speziata tipiche della varietà sono mantenute centrali nella ricetta e armonizzate con botaniche selezionate — assenzio, china, scorza d’arancio, cardamomo, salvia, genziana — senza che queste risultino mai dominanti. L’obiettivo era preciso: non snaturare il carattere del vino base, mantenendo il Pelaverga riconoscibile nel calice.
Il nome richiama la figura del Beato Sebastiano Valfrè, nato a Verduno nel 1629 e legato dalla tradizione alla diffusione del vitigno Pelaverga nel comune. Valfrè studiò a Torino, patria storica del Vermouth in Italia e luogo personalmente significativo per Diego e Francesca, dove si sono incontrati e hanno vissuto: un filo narrativo che rende il Vermouth di Torino la forma espressiva più autentica per questo racconto. Il nome evoca gioia, pienezza e positività, richiamando i colori e l’anima vibrante del Pelaverga.
Il Beato è pensato per essere bevuto senza forzature di occasione — all’aperitivo, a fine pasto, la sera — e si propone come leva narrativa per avvicinare al vitigno autoctono un pubblico più giovane e curioso, attraverso un linguaggio diverso da quello del vino tradizionale. Anche l’etichetta partecipa al racconto: sintetizza il microclima protetto dall’arco alpino e mette in dialogo la Mole Antonelliana, il Belvedere di Verduno e la cantina come parte integrante del paesaggio.
Il Beato si affianca a un portfolio che include diverse espressioni di Barolo — tra cui il cru Monvigliero, elegante e misurato — il Verduno Pelaverga, il Dolcetto, il Barbera e il metodo classico Avantù, spumante rosato da uve Nebbiolo nella denominazione Langhe DOC. Le degustazioni si svolgono con vista sui cru o nella barricaia, disponibile anche per eventi privati, con un’accoglienza calda e giovane.
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