Tra circa 200 candidati arrivati da tutta la Penisola, il titolo italiano di The Vero Bartender 2026 va a Lalita D’Alessandro. La bartender dell’enoteca-taperia Inn Ale Cafè di Alessandria ha superato una selezione che ha portato solo otto professionisti all’ultimo round.

I finalisti italiani
A decretarne la vittoria è stata una giuria composta da Rudi Carraro (Global Brand Ambassador Amaro Montenegro), Alice Musso (vincitore della precedente edizione) e Fabio Bacchi (fondatore di Bar Tales Magazine e Roma Bar Show). Il prossimo passo sarà la Finale Global, in calendario a Bologna il 27 maggio, dove si confronteranno otto bartender scelti tra circa 1000 partecipanti provenienti da Australia, Canada, Cina, Grecia, Balcani, Regno Unito, Spagna e Stati Uniti.

Il ritorno degli anni Sessanta nella mixology
L’edizione 2026 ruota attorno al tema “Stirring the 60s”, una chiave narrativa che invita i partecipanti a reinterpretare uno dei decenni più influenti per il bere miscelato. Amaro Montenegro, promotore della competizione, ha così coinvolto alcuni dei profili più interessanti della scena contemporanea.
“Con questa iniziativa Amaro Montenegro – commenta Alessandro Soleschi, Chief Marketing Officer Spirits di Gruppo Montenegro – omaggia un decennio che ha segnato una svolta nella miscelazione e che ha contribuito a definire lo stile italiano. Gli anni ’60 hanno portato nuove idee, un approccio diverso al gusto e una creatività che ancora oggi ispira bartender in tutto il mondo. È proprio da quello spirito di innovazione e reinterpretazione dei classici che prende forma The Vero Bartender 2026”.
Il concept sottolinea come l’eredità culturale degli anni Sessanta continui a influenzare linguaggi e tecniche della mixology attuale.
Il cocktail vincitore tra Capri e Dolce Vita
“Ghiacciato al Sole” è il drink che ha permesso a D’Alessandro di distinguersi. Il progetto creativo rievoca l’estate caprese del 1963, periodo simbolo del boom economico italiano, attraverso una costruzione narrativa precisa.
La bartender, 30 anni, originaria di Alessandria e con radici thailandesi, immagina una scena ambientata al Lido delle Sirene, davanti ai Faraglioni. Qui prende vita il personaggio di Loretta, barlady “visionaria” autrice di un “capolavoro di equilibrio”. Il cocktail combina Amaro Montenegro con il limone di Capri, trasformando l’ingrediente principale in una versione frozen grazie a un frullatore cromato, elemento all’epoca innovativo.

Determinante è l’infusione delle bucce di limone, che amplifica le note dell’amaro e le armonizza con spremute fresche e una componente dolce. Il servizio richiama il contesto storico: flûtes da champagne, simbolo di prestigio negli anni Sessanta, e una cannuccia colorata, accompagnati da sonorità jukebox per restituire l’atmosfera della Dolce Vita.
Una proposta che intreccia racconto e tecnica e che porterà l’Italia sul palco internazionale della competizione.
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