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La nuova drink list 2026 di Bitter Bar Firenze tra classici storici e ricerca

Bitter Bar Firenze ha presentato la drink list 2026, dedicata alla rilettura di cocktail storici con un'attenta selezione degli ingredienti

Il 29 gennaio Bitter Bar Firenze ha presentato al pubblico la drink list 2026. Il progetto si inserisce nel percorso del locale come spazio dedicato allo studio e alla pratica consapevole della miscelazione classica. La nuova carta nasce da un’analisi di cocktail storici meno conosciuti, selezionati e rielaborati attraverso un linguaggio contemporaneo che ne mantiene la struttura originaria, aggiornando tecnica, profilo sensoriale e texture.

Il menu è costruito attorno all’intento di riportare l’attenzione su ricette che hanno avuto un ruolo rilevante nella storia del bere miscelato, ma che nel tempo sono rimaste marginali nei repertori più diffusi. I cocktail vengono affrontati con un approccio rigoroso, evitando semplificazioni stilistiche e utilizzando tecniche moderne come strumenti per il bilanciamento, la pulizia aromatica e la definizione del gusto.

All’interno di questo percorso trovano spazio cocktail come il Bobby Burns e l’À La Louisiane, due whisky cocktail storicamente legati rispettivamente alla tradizione scozzese e alla New Orleans dei primi del Novecento. Le ricette vengono rilette partendo da una base storica riconoscibile, rispettandone l’impianto originario e aggiornandone il linguaggio senza alterarne l’identità. Le interpretazioni si basano su scelte mirate di ingredienti, estrazioni e proporzioni, con l’obiettivo di renderle accessibili al pubblico contemporaneo, preservandone la complessità.

Durante la presentazione stampa, tra i drink che hanno attirato maggiore attenzione è stato segnalato Homa. Si tratta di un twist sul Jungle Bird, sviluppato attraverso una struttura più scura e stratificata, che sostituisce l’amaro tradizionale con un lavoro orientato sui registri agrumati e speziati. Il cocktail è realizzato con rum Diplomatico Mantuano, bitter al lime nero persiano, melassa di melagrana, ananas, lime e zenzero, con un equilibrio tra dolcezza, acidità e componente amaricante, completato da un’aria di zenzero che ne alleggerisce il sorso e ne prolunga la freschezza.

Il nome Homa rimanda all’Homa (in persiano هما, Homā), figura della mitologia persiana associata a prosperità, fortuna e regalità. Secondo la tradizione, questo uccello leggendario non si posa mai a terra e vive in volo continuo, portando felicità a chi viene sfiorato dalla sua ombra. Il riferimento è richiamato nella costruzione del drink, pensata per muoversi tra riconoscibilità e scoperta senza appesantire l’esperienza.

La drink list riflette anche una scelta consapevole rispetto alle materie prime e ai produttori con cui il locale collabora nel tempo. La selezione non deriva da accordi formali, ma dalla volontà di valorizzare realtà affini per visione e coerenza progettuale, riconoscendo chi ha accompagnato il percorso del bar.

Nel menu sono presenti, tra le altre referenze, i vermouth e il ratafià Aprutium, prodotti in Abruzzo da un’idea di Antonio Palermo, abruzzese di origine e bartender attivo a Firenze. Si tratta di prodotti scelti per qualità e coerenza stilistica, pensati per la miscelazione e in grado di dialogare con la struttura dei cocktail storici. La carta include anche Yerbito, liquore toscano all’erba mate ispirato alla cultura uruguaiana, utilizzato in Ruò Yôu Ruò Wú, e Jimmy The Tonic Companion di Fermenthinks Distillery, soluzione concepita per lavorare sulla bassa gradazione mantenendo complessità e funzione in miscelazione, come nel cocktail Sussurro. Le diverse referenze condividono un approccio orientato a ricerca, equilibrio e consapevolezza.

Queste scelte si inseriscono nella visione del Bitter Bar sul tema del consumo responsabile. In linea con l’ispirazione al periodo del Proibizionismo, considerata parte integrante dell’identità del locale, non vengono proposti cocktail totalmente analcolici. L’alternativa è rappresentata da cocktail low-alcohol, a bassa gradazione, che mantengono struttura, gusto e carattere, richiamando l’origine di questi luoghi come spazi dedicati al bere.

Il locale si distingue inoltre come whisky bar, con una selezione ampia di etichette provenienti da diverse aree produttive, pensata sia per gli appassionati sia per chi desidera approfondire il tema attraverso il dialogo con il bartender. Alla proposta beverage si affianca, per la nuova stagione, una selezione food contenuta, studiata per accompagnare la degustazione senza sottrarre centralità al cocktail.

Il progetto è firmato da Mehran Lashgari, bar manager e proprietario di Bitter Bar Firenze dal 2022. Di origine persiana e fiorentino d’adozione, Lashgari ha sviluppato un percorso professionale basato sulla conoscenza della storia della miscelazione e sull’attenzione all’esperienza dell’ospite. Sotto la sua guida, il locale ha intrapreso un percorso di crescita coerente.

Il lavoro svolto ha ricevuto riconoscimenti anche in ambito editoriale e internazionale: Bitter Bar Firenze è presente nella guida Blue Blazer ed è inserito nella classifica Top 500 Bars alla posizione 349. Con la drink list 2026, il locale prosegue il proprio percorso come spazio in cui la miscelazione è intesa come pratica consapevole, studio continuo e rispetto della tradizione.

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