Tra le più recenti new entry della lista ufficiale dell’International Bartenders Association, l’IBA Tiki rappresenta un omaggio dichiarato a uno degli stili più iconici e scenografici della miscelazione mondiale. La ricetta è stata infatti studiata a Cuba per un evento istituzionale dell’IBA con l’obiettivo di rendere omaggio alla tradizione tiki, tornata al centro dell’attenzione nel corso degli ultimi anni dopo un lungo periodo di relativa dimenticanza.
Un cocktail pensato per evocare atmosfere esotiche e momenti di evasione, in perfetta sintonia con lo spirito che ha sempre caratterizzato la cultura tiki.
La nascita dell’IBA Tiki
L’autore del cocktail è il bartender cubano Diosmel Mendoza Medrano, incaricato di sviluppare una ricetta speciale in occasione del 69° IBA World Cocktail Championship, il campionato mondiale organizzato annualmente dall’International Bartenders Association e ospitato a Cuba all’inizio di novembre 2022.
Tra i promotori dell’evento figuravano il Club de los Cantineros, storica associazione dei bartender cubani fondata nel 1924, il governo dell’Avana e il marchio Havana Club. Mendoza Medrano realizzò il drink come tributo al direttivo IBA scegliendo come scenario l’Hotel Habana Libre, all’interno del ristorante Polinesio, uno spazio che ancora oggi conserva una forte identità tiki.
La scelta della location non fu casuale. Quando l’albergo aprì nel 1958 come Hilton, al suo interno trovò posto un locale della catena Trader Vic’s, fondata da Victor Bergeron, conosciuto in tutto il mondo come Trader Vic, figura centrale nello sviluppo della cultura tiki e creatore del celebre Mai Tai.
L’esperienza del Trader Vic’s dell’Avana durò tuttavia pochi anni. Dopo la rivoluzione castrista del 1959, l’hotel venne requisito e successivamente nazionalizzato, mentre gli spazi del tiki bar furono convertiti in una mensa. Soltanto nel 1996, con il passaggio della struttura alla gestione Melià, il ristorante Polinesio recuperò l’estetica e l’atmosfera del locale originario.
Proprio questa eredità storica e culturale ha ispirato la creazione dell’IBA Tiki, un cocktail che unisce richiami alla tradizione tiki e identità cubana. La ricetta è entrata ufficialmente nella lista IBA nel 2024, insieme ad altri drink appartenenti alla stessa famiglia, a conferma della rinnovata popolarità della miscelazione tiki contemporanea.
La ricetta ufficiale dell’IBA Tiki
Tecnica: Shake and Strain
Bicchiere: Tiki
Ingredienti
- 30 ml rum Profundo Havana Club
- 30 ml rum Smoky Havana Club
- 15 ml amaretto
- 5 ml Frangelico
- 5 gocce di maraschino
- 30 ml purea di passion fruit
- 90 ml succo di ananas fresco
- 30 ml succo di lime fresco
- 1 fettina di zenzero
Garnish
- Fettina di agrumi
- Fettina di ananas disidratato
Preparazione
Pestare la fettina di zenzero nello shaker. Aggiungere tutti gli altri ingredienti insieme al ghiaccio e shakerare energicamente. Filtrare il contenuto nel bicchiere tiki precedentemente raffreddato e completare con ghiaccio a scaglie. Guarnire con gli elementi previsti.
Le varianti suggerite dall’IBA
Tra le indicazioni riportate a corredo della ricetta ufficiale, l’International Bartenders Association propone alcuni spunti per personalizzare il cocktail.
Uno dei più interessanti riguarda la separazione degli ingredienti alcolici da quelli analcolici. La tecnica consiste nel portare la componente alcolica quasi al punto di ebollizione e successivamente versare, in un unico movimento e con effetto layering, la parte analcolica ben refrigerata.
Secondo l’IBA, il risultato permette di ottenere una sensazione simile a quella dell’Irish Coffee: inclinando il bicchiere si percepisce la componente calda nella parte inferiore e quella fredda in superficie.
Le origini della miscelazione tiki
Per comprendere pienamente il significato dell’IBA Tiki è utile ripercorrere le tappe fondamentali della cultura tiki.
Nel 1933, subito dopo la fine del Proibizionismo negli Stati Uniti, Donn Beach, nato Ernest Raymond Gantt e considerato il padre della miscelazione tiki, inaugurò a Hollywood il Don’s Beachcomber. Il locale, caratterizzato da ambientazioni polinesiane e ispirato ai suoi viaggi nei mari del Sud, riscosse immediatamente un grande successo.
In un Paese segnato dagli effetti del Proibizionismo, l’idea di offrire un’esperienza immersiva e orientata all’evasione incontrò perfettamente le aspettative del pubblico.
Negli anni successivi la popolarità del fenomeno fu ulteriormente alimentata da Trader Vic, che sviluppò una rete internazionale di locali tiki contribuendo a diffondere questo immaginario ben oltre i confini della California. Tra gli anni Cinquanta e Sessanta l’influenza della cultura tiki fu tale che anche numerosi ristoranti cinesi adottarono elementi di arredamento polinesiano.
Successivamente, tra gli anni Settanta e Novanta, la tendenza perse progressivamente rilevanza fino a essere quasi dimenticata.
La rinascita avvenuta negli ultimi vent’anni è legata soprattutto al lavoro di Jeff “Beachbum” Berry, autore di libri diventati punti di riferimento come Intoxica! e Potions of the Caribbean. Berry ha dedicato gran parte della propria attività alla ricerca dei bartender che avevano lavorato nei locali originari di Donn Beach e Trader Vic, con l’obiettivo di recuperare le ricette storiche, le tecniche tradizionali e le preparazioni home made tramandate oralmente e custodite per anni all’interno della comunità tiki.
Anche grazie a questo lavoro di recupero storico, la cultura tiki è tornata a occupare un posto di rilievo nel panorama internazionale della mixology, contesto nel quale si inserisce oggi anche l’IBA Tiki.
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