Nel panorama palermitano della miscelazione contemporanea emerge un progetto che ridefinisce il concetto di beverage bar. Alcoleria Popolare, inaugurato recentemente da Sofia Mammana, rappresenta un esperimento audace dove il bancone diventa palcoscenico narrativo e ogni drink si trasforma in viaggio sensoriale ed emotivo.
Il locale opera quotidianamente dalle 18:00, proponendosi come spazio ibrido che fonde mixology d’autore, proposta gastronomica artigianale e programmazione culturale. Un format che risponde alle esigenze di un pubblico trasversale, dal turista curioso all’appassionato di cocktail bar evoluti.
Il bancone come teatro liquido: la filosofia del drink personalizzato
La proposta di miscelazione si articola su due livelli complementari. Da un lato i grandi classici internazionali – Negroni, Margarita, Gin Tonic – eseguiti con rigore tecnico. Dall’altro il concept distintivo del locale: il “Fai Tu”, cocktail costruito dal bartender ascoltando preferenze, stati d’animo e curiosità del cliente.
Questa modalità interattiva ribalta la relazione tradizionale tra bancone e sala, trasformando ogni ordinazione in dialogo e ogni drink in creazione unica. Un approccio che valorizza competenza tecnica e capacità empatiche del mixologist.

Degustazioni narrate: quando il cocktail racconta una storia
Il vero elemento differenziante di Alcoleria Popolare emerge durante le serate di degustazione narrata, format in cui Sofia Mammana intreccia preparazione dei drink e storytelling. Ogni cocktail diventa pretesto per un racconto, ogni ingrediente veicolo di significato.
“Euterpe va in Messico”: un viaggio tra due continenti in un bicchiere
Il primo esempio porta la firma narrativa della titolare: Euterpe, musa della musica, scopre una poesia sulla spiaggia, s’innamora dell’autore e parte verso il Messico dove incontra il Mezcal Pechuga, distillato che incorpora l’anima del produttore attraverso l’aggiunta di carne durante il processo di distillazione.
Ricetta:
- Gin siciliano “Euterpe Musa” al mango e frutto della passione 3 cl
- Mezcal 3 cl
- Succo fresco di lime 3 cl
- Sciroppo di karkadè, cannella e peperoncino 2 cl
Tecnica: shake & strain
Guarnizione: sal de gusano (sale affumicato con vermi d’agave essiccati) sul bordo
Il drink esprime equilibrio tra componente fruttata del gin, potenza affumicata del mezcal e complessità speziata dello sciroppo. Un’architettura liquida che traduce in sapori il tema dell’attesa amorosa e della scoperta geografica.

“Red Moon”: decostruzione liquida della cheesecake
Con questo secondo cocktail, la mixologist spinge il concetto di “cucina liquida” verso territori inesplorati. Red Moon reinterpreta la cheesecake ai frutti rossi attraverso la tecnica del fat-wash, trasformando un dessert iconico in bevanda stratificata.
Componenti:
- Bitter al caffè “Vivere”
- Gin “Calliope Musa” ai frutti rossi
- Bitter cacao e carruba “Erato”
- Fat wash realizzato con formaggio spalmabile, burro e vaniglia
Accompagnamento: biscotto al burro con coulis ai frutti rossi, da consumare prima del drink per creare armonia sensoriale.
Il risultato è un cocktail che richiede predisposizione all’ascolto: texture cremosa, contrasti intensi, finale avvolgente. L’abbinamento con il biscotto completa l’esperienza ricreando fedelmente le sensazioni del dessert originale.

La proposta gastronomica: condivisione e filiera corta
Il menu food si sviluppa sul concetto di cucina espressa e condivisione, con approvvigionamenti giornalieri in piccole quantità che garantiscono freschezza assoluta.
Tra le proposte distintive: patatine fritte tagliate a mano al momento, pollo coreano con marinatura allo yogurt e salsa agrodolce spicy, tartare di vitello condita solo al momento dell’ordine. I panini gourmet celebrano produzioni regionali italiane – come il Calabrese con ‘nduja e guanciale croccante – mentre i taglieri selezionano salumi e formaggi da piccoli artigiani. Il dessert quotidiano unico garantisce rotazione e qualità costanti.
Da aspirante chirurgo a narratrice del bere: il percorso di Sofia
Il background di Sofia Mammana attraversa ambiti apparentemente distanti: sogni di chirurgia, formazione al liceo artistico, un licenziamento iniziale per non aver saputo preparare un Campari Bitter. Proprio quest’ultima esperienza diventa catalizzatore di crescita, spingendola verso studio sistematico della miscelazione e costruzione di un linguaggio espressivo personale.
Oggi rappresenta una delle voci emergenti più interessanti della scena siciliana del beverage design, con approccio che bilancia curiosità tecnica, sensibilità narrativa e coraggio progettuale.
Lo spazio culturale: oltre il bancone
Alcoleria Popolare integra nella programmazione eventi che dialogano con la cultura urbana contemporanea: stand-up comedy, esposizioni artistiche, laboratori teatrali, partnership con scuole di recitazione. Un calendario fluido ma coerente con l’identità comunicativa minimalista del progetto.
Il locale si propone quindi come punto di riferimento per pubblico eterogeneo – giovani professionisti, coppie, viaggiatori attenti, cultori del bere consapevole – offrendo un format dove i confini tra miscelazione, gastronomia e proposta culturale si sfumano. Una visione che restituisce al cocktail la sua dimensione più autentica: esperienza rituale, momento narrativo, architettura di senso.
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